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lunedì 28 novembre 2011

CONFERENZA SUL CLIMA A DURBAN

Si apre oggi, 28 novembre 2011 a Durban, in Sud Africa la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Il tema centrale srà la riduzione dei gas serra, sembra sempre più tragicamente reale la correlazione tra i gas serra e i cambiamenti climatici che hanno colpito ultimamente anche l'Italia con le ultime alluvioni.

La conferenza sul clima a Durban nasce però già tra le polemiche sulla scarsità di fondi destinati alla riduzione dei gas serra, sembra infatti che anche gli Stati Uniti abbiano destinato per questa lotta molto meno di quello che hanno destinato per salvare le banche.

La crisi economica influisce pesantemente sulle scelte politiche che riguardano l'ecologia e anche a Durban, c'è da starne certi influenzeranno le scelte sul clima.

Secondo il dipartimento dell'energia di Washington, le emissioni di gas climalternati nel mondo hanno raggiunto nel 2010 un aumento del 6%, assolutamente inaspettato, soprattutto a fronte della crisi economica, che doveva teoricamente avere come "effetto collaterale" la riduzione delle emissioni.

Gli stati emergenti come la Cina sono come al solito molto restii a modificare le loro abitudini in fatto di ecologia.
Il 1° gennaio 2013 scadrà il primo periodo di applicazione del Protocollo di Kyoto. Da quel momento in poi non sappiamo quali principi regoleranno la questione delle emissioni di gas che aumentano l'effetto serra.
Proprio a questo la conferenza di Durban è chiamata a rispondere, anche il Papa intanto si è interessato agli esiti della conferenza.

La conferenza sul clima di Durban si concluderà il prossimo 9 dicembre 2011, speriamo con risultati positivi per l'ecologia.

domenica 27 novembre 2011

BIOETANOLO

Il bioetanolo è un biocombustibile che rispetta l'ecologia perchè ha basse emissioni inquinanti.

Il bioetanolo è un etanolo prodotto mediante un processo di fermentazione delle biomasse, ovvero di prodotti agricoli ricchi di zucchero (glucidi) quali i cereali, le colture zuccherine, gli amidacei e le vinacce.

In campo energetico il bioetanolo può essere utilizzato come componente per benzine o per la preparazione dell'ETBE (etere etilbutilico), un derivato ad alto numero di ottano. Può essere utilizzato nelle benzine in percentuali fino al 20% senza modificare il motore, o anche puro nel Motore Flex.

Inoltre è possibile utilizzare il bioetanolo come combustibile all'interno di biocamini, sfruttandone il potere calorico per scaldare gli ambienti.

Il processo di produzione del bioetanolo genera, a seconda della materia prima agricola utilizzata, diversi sottoprodotti con valenza economica, destinabili a seconda dei casi alla mangimistica, alla cogenerazione, ecc.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Per l'Unione europea, il bioetanolo rappresenta il 15% del mercato, il che si traduce in un valore complessivo superiore ai 5 miliardi di euro.
Attualmente il bioetanolo evidenzia un tasso di crescita superiore al 50%. È proprio la sua crescita esponenziale che ne fa comprendere l’importanza nella crescita complessiva del comparto dei biocarburanti: secondo Eurobserv’Er (stime a luglio 2011), le vendite in Ue di biofuel sono passate da 1,7 milioni di tonnellate petrolio equivalente del 2009 a 13,9 milioni. Cifre che corrispondono a un consumo pari al 2,6% della benzina europea e del consumo di gasolio.

L’obiettivo dell'Unione Europea è quello di arrivare al 10% di biocarburanti nel 2020. Oggi gli impianti di lavorazione e raffinazione del bioetanolo sono 13 , mentre altri 29 sono in fase di progettazione.

Il bioetanolo è quindi un combustibile rinnovabile che rispetta l'ecologia e la natura. Il grosso limite di questi biocarburanti è di utilizzare biomasse che possono essere in concorrenza con le colture alimentari, ma la scommessa dei prossimi anni sarà per l'ecologia sarà proprio quella di utilizzare il materiale agricolo di risulta e  non i prodotti destinati all'alimentazione.
Questo permetterà di dare ai biocarburanti un'impronta più sostenibile ed ecologica.

venerdì 18 novembre 2011

COMPOST

Il compost è una materiale utilizzato come fertilizzante biologico ed ecologico. Il suo utilizzo, con l'apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi (composti del fosforo e dell'azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora nel suolo.



Il compost viene ottenuto attraverso la decomposizione e l'essiccazione di materiale organico. Per la produzione di compost si possono usare gli scarti organici delle cucine, gli sfalci, liquami animali o i rifiuti organici in genere che in discarica causano la produzione di percolato.
Tecnicamente il compostaggio è un processo biologico controllato dall'uomo che attraverso funghi e batteri trasforma in sostanze umificate (il compost) i rifiuti umidi.

Il compost rispetta quindi 2 volte l'ecologia e la natura, perché è un sistema per riciclare i rifiuti organici e perché è un fertilizzante ecologico.

martedì 15 novembre 2011

BOSCO VERTICALE A MILANO

Lo sapevate che Milano è una delle città più inquinate in Italia?
A quanto pare l'aumento dell'edilizia urbana e delle emissioni inquinanti sono le principali cause del crollo della qualità dell'aria nella capitale della moda internazionale.
Così l'architetto italiano Stefano Boeri ha formulato un piano insolito per restituire alla città quello che le manca: vale a dire, un po' di verde.

Il progetto " Bosco Verticale " prende spunto dalla tradizione italiana delle torri coperte di edera. Boeri ha semplicemente moltiplicato la quantità di fogliame.
Ogni appartamento ha un balcone annesso, con un giardino rigoglioso che avvolge la struttura. Le due torri forniranno radici per 900 alberi, così come un sacco di arbusti ed altra vegetazione floreale.
Il loro sviluppo orizzontale è pari a 10.000 metri quadrati di foresta. Bosco Verticale fornisce un piano ecologico di rimboschimento all'interno di una città sviluppata.

Anche se ad un primo sguardo può non sembrare c'è un sacco di tecnologia dietro a questo progetto atto a dimostrare che dobbiamo migliorare l'aria della nostre città, e non solo lo skyline.


La diversità delle piante e delle loro caratteristiche permette di produrre umidità, assorbire anidride carbonica e le particelle di polvere, producendo ossigeno e proteggendo dalle radiazioni e dall'inquinamento acustico, migliorando la qualità di vita gli spazi e il risparmio energetico.
L'Impianto di irrigazione sarà alimentato in larga misura attraverso il filtraggio e il riutilizzo delle acque grigie prodotte dall'edificio stesso.
Inoltre sistemi di produzione energetici da fonti rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico contribuiranno, insieme al microclima di cui sopra ad aumentare il grado di autosufficienza energetica delle due torri.

La presenza di questa vegetazione favorirà inoltre il ritorno di uccelli e insetti all'interno dei giardini in miniatura.
Bosco Verticale intende bilanciare i danni ambientali della città, e creare un ecosistema autosufficiente.
La costruzione dell'intero edificio costerà solo il cinque per cento in più di quello di un grattacielo tradizionale, il Bosco Verde può essere utilizzato il altre città con problemi legati all'ecologia simili a quelli di Milano.


Per maggiori informazioni potete visitare il sito web del progetto dell'architetto, www.stefanoBoeriArchitetti.net

lunedì 14 novembre 2011

SVILUPPO SOSTENIBILE

Lo sviluppo sostenibile è l'aspirazione ad integrare lo sviluppo economico, sociale, istituzionale con il rispetto delle istanze ambientali e dell'ecologia.

Lo sviluppo sostenibile è un modo per valorizzare le risorse naturali soddisfando i bisogni senza comprometterle per le generazioni future.

Il problema maggiore della società moderna e che si ostina a misurare lo sviluppo attraverso un indicatore esclusivamente economico-monetario (il PIL) non prendendo in esame le ricadute che uno sviluppo non guidato o mal gestito ha sulle condizioni di vita generali e future.

Lo sviluppo sostenibile tenta di agire su questo punto migliorando il rapporto tra lo sviluppo della società e l'ambiente che la circonda, questo aspetto influisce ovviamente anche sull'ecologia e sulla natura.

domenica 13 novembre 2011

ECOLOGIA

L'ecologia in senso stretto è la scienza che studia l'ecosfera, ossia la porzione della Terra in cui è presente la vita in aggregati sistemici detti "ecosistemi".

Dagli anni 60\70 però il movimento ambientalista ha utilizzato il termine ecologia come sinonimo di rispetto dell'ambiente, studio dell'inquinamento e in generale il termine ecologia viene oggi normalmente usato per definire un corretto rapporto che l'uomo dovrebbe avere con la natura che lo circonda.

L'ecologia nel senso comune è quindi quel movimento spontaneo che tende al miglioramento dell'ambiente attraverso uno sviluppo sostenibile della società.

L'ecologia ha permesso particolari innovazioni tecnologiche come la diffusione del fotovoltaico o dell'eolico per la produzione di energia elettrica che solo vent'anni fa erano considerati un lusso per pochi hippy, oppure la gestione dei rifiuti con la raccolta differenziata e il compostaggio.
Oggi l'ecologia affronta nuove sfide come il tentativo di implementare il processo Rifiuti Zero o la lotta per il no al nucleare che però deve essere capace di fornire fonti rinnovabili e realmente competitive.

Insomma l'ecologia è una battaglia per migliorare il rapporto con l'ambiente che ci circonda. Un processo innovativo reso ancora più impellente in questo periodo di forte crisi economica.
L'ecologia può dare gli spunti per creare, come nel caso delle fonti rinnovabili, nuovi posti di lavoro e un'alternativa credibile di sviluppo.

In Italia si sente un forte bisogno di ecologia che risponda in modo concreto ai bisogni di sviluppo ma rispettando un territorio fragile e troppo spesso violentato. Ma l'ecologia non può essere solo una serie di divieti, di NO!
In questo blog vogliamo proporre un'ecologia POSITIVA che possa dare soprattutto soluzioni ai giganteschi problemi che il mondo ha davanti. Vogliamo dare uno spunto di ottimismo, perchè attraverso la green economy i problemi si possono risolvere.
La green economy è un passaggio fondamentale per lo sviluppo dell'economia mondiale che, d'ora in avanti, non potrà più prescindere dall'ecologia.

sabato 5 novembre 2011

ECOLOGIA E ALLUVIONI

Siamo nuovamente a fare il bilancio purtroppo tragico di un'alluvione. Dopo la Toscana e le Cinque Terre, anche Genova è stata colpita al cuore.
Negli ultimi cinquant'anni l'uomo si era convinto, almeno nel mondo occidentale, di essere capace di controllare la natura. Invece la natura ci riporta tragicamente alla realtà, i fenomeni naturali non sono controllabili.



I cambiamenti climatici ormai sono una realtà, non più solo una minaccia degli ecologisti. Ma il nostro sistema organizzativo per affrontare questi cambiamenti climatici non è efficiente.

I fenomeni metereologici degli ultimi giorni sono sicuramente di forte entità, anche influenzati dai cambiamenti climatici mondiali, ma la loro forza distruttiva è stata accentuata dall'antropizzazione del paesaggio, dallo scarso senso dell'ecologia e dello scarso rispetto della natura in senso lato.
Ma cosa c'entra con l'ecologia con le alluvioni? C'entra e molto:

- In primo luogo il rispetto della natura passa per la pulizia degli  alvei dei fiumi dai tronchi e dai resti delle alluvioni precedenti che intasano i passaggi sotto i ponti. Questo non vuol dire libertà di scavare gli alvei dei fiumi ma una corretta e periodica manutenzione dei corsi d'acqua.



-Il consumo del suolo che viene "rubato" alla natura con la costruzione di capannoni, parcheggi, palazzi e case pregiudica il naturale sviluppo del territorio creando punti critici ad esempio per la gestione dei corsi d'acqua che diventano pericolosi in caso di forti piogge.



Se poi i tombini, che servono come valvola di sfogo per l'acqua altrimenti rinchiusa dal cemento, non vengono puliti regolarmente come si vede dalla foto allegata le conseguenze possono essere molto serie. Perché anche nei piccoli comuni non si puliscono regolarmente le vie d'acqua nei giorni che precedono le grandi piogge in autunno e in primavera?


- Il rimboschimento non controllato e la sbagliata gestione dei boschi ha poi una grande responsabilità nelle frane. Il terreno non è più trattenuto dalle radici degli alberi che scendono in profondità.
Gli incendi bruciano i boschi, gli alberi nascono troppo vicini e crescono per questo motivo troppo piccoli per trattenere le frane.
In questo caso  l'utilizzo delle biomasse per il riscaldamento delle abitazioni può aiutare a gestire i boschi e la legna. Può essere un incentivo per la gente ad avere cura dei boschi come già succede ad esempio in Trentino. A patto però che la legge non sia cieca e permetta alle persone di abbattere gli alberi che non servono mantenendo quelli che invece crescono robusti. Insomma una gestione oculata del territorio e dell'ambiente.
L'ecologia e l'ambientalismo non possono essere contro l'abbattimento degli alberi a prescindere. Se questo è fatto in modo programmato e rispettoso dei cicli della natura. Certo bisogna prevenire e combattere il disboscamento, ma anche una crescita non gestita può avere conseguenze molto gravi per le frane e le alluvioni.

- Per ultimo ho lasciato il problema dell'abusivismo non perché sia meno importante ma perché è sicuramente quello più conosciuto che deve essere combattuto in ogni modo.

Insomma l'uomo NON può controllare la natura, i cambiamenti climatici non sono solo più allarmi degli ecologisti ma hanno intensificato i fenomeni atmosferici.
Dobbiamo essere PIU' attenti e organizzati che in passato a gestire l'ambiente.
  L'ecologia è una necessità.

CONSUMO DEL SUOLO

Secondo il rapporto annuale del Centro di Ricerca sui Consumi del Suolo di INU, Legambiente e del Politecnico di Milano, in Italia, ogni anno occupiamo 500 km quadrati di suolo. Un caso da record è la provincia di Olbia -Tempio cementificata al ritmo di 25 metri quadri per abitante all'anno, sei volte quello già catastrofico della Lombardia.

Ruhrgebiet industrieSi tratta di trovare un equilibrio, difficile, tra lo sviluppo economico e la conservazione del paesaggio naturale. Un caso emblematico è quello della Provincia di Torino, dove la grande multinazionale del mobile Ikea voleva insediare un nuovo centro commerciale. L'azienda voleva edificare su un'area di 160.000 metri quadrati di campi agricoli. La provincia ha proposto di ristrutturare una zona dismessa ma i costi per l'Ikea erano troppo alti per cui ha rinunciato all'insediamento che avrebbe portato 300 nuovi posti di lavoro.
Perché la politica non è riuscita a trovare una mediazione tra il profitto e l'ecologia?

Io sono tra quelli spaventati per la crescita spropositata del fotovoltaico su quelli che una volta erano campi coltivati e spesso mi chiedo perché quei pannelli fotovoltaici non si possano mettere sui tetti immensi delle zone industriali.

L'Italia non ha grandi spazi e quel poco terreno naturale che abbiamo lo stiamo consumando sempre più velocemente, bisogna trovare una sintesi tra esigenze dello sviluppo e esigenze della natura.

Ma come?

venerdì 4 novembre 2011

RIFIUTI ZERO

Rifiuti Zero è un sistema ecologico che ha l'obiettivo di riutilizzare tutti i prodotti evitando di mandarli in discarica o nell'inceneritore.
Rifiuti Zero è una strategia che prende le mosse da quello che fa la natura, riutilizzando continuamente le sue risorse.
Tra i maggiori  teorizzatori c'è il prof. Paul Connett, docente della St. Lawrence University che parla nel seguente video:



Il perno della strategia è comunque quella di DIFFERENZIARE i rifiuti per controllarne il riutilizzo e il riciclo.

La strategia Rifiuti Zero può essere riassunta in:
- Riduzione della quantità dei rifiuti
- Progettare oggetti biodegradabili, riciclabili o riutilizzabili
- eliminazione degli inceneritori
- INCENTIVARE il riuso e la riparazione degli oggetti non più funzionanti

Il primo comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori.

Rifiuti zero è quindi un sistema che, se implementato, aiuterebbe a proteggere la natura e l'ecologia.

mercoledì 2 novembre 2011

ECONOMIA DELL'ECOLOGIA

L'economia dell'ecologia a Torino il 3 novembre prossimo.
La green economy sarà protagonista nel convegno dedicato alle imprese grandi e piccole che si terrà sotto la Mole, in cui si parlerà di nuove idee per produrre rispettando la natura.
L'economia dell'ecologia come metodo per uscire dalla crisi strutturale che stiamo vivendo, coinvolgendo i soggetti produttivi del paese.
Non solo energia e fonti rinnovabili che stanno GIA' producendo nuova occupazione ma anche i trasporti, l'artigianato e la finanza possono essere sviluppate con i criteri ecologici e ambientali della green economy.

martedì 1 novembre 2011

UNA VISITA

E' venuto a visitarci sul nostro balcone, un po' spaesato.
Dopo la sorpresa iniziale, e con un piccolo aiuto questo piccolo uccello ha tranquillamente ripreso il volo.
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INCENERITORE

Gli inceneritori sono impianti  che smaltiscono rifiuti attraverso la combustione ad alta temperatura che produce gas, ceneri e polveri.
Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più comunemente termovalorizzatori.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'inceneritore di Vienna (tratta da wikipedia)
 In Italia gli inceneritori sono spesso osteggiati dalla popolazione che teme che al suo interno vengano bruciati rifiuti tossici o che produca fumi nocivi.
Tuttavia se controllati a dovere e regolarmente gli inceneritori sono uno strumento per ridurre il volume dei rifiuti, anche se la soluzione al problema rifiuti viene da altri sistemi come una corretta gestione dei rifiuti, il sistema Rifiuti Zero, il riciclaggio e il compostaggio.

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