Si apre oggi, 28 novembre 2011 a Durban, in Sud Africa la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Il tema centrale srà la riduzione dei gas serra, sembra sempre più tragicamente reale la correlazione tra i gas serra e i cambiamenti climatici che hanno colpito ultimamente anche l'Italia con le ultime alluvioni.
La conferenza sul clima a Durban nasce però già tra le polemiche sulla scarsità di fondi destinati alla riduzione dei gas serra, sembra infatti che anche gli Stati Uniti abbiano destinato per questa lotta molto meno di quello che hanno destinato per salvare le banche.
La crisi economica influisce pesantemente sulle scelte politiche che riguardano l'ecologia e anche a Durban, c'è da starne certi influenzeranno le scelte sul clima.
Secondo il dipartimento dell'energia di Washington, le emissioni di gas climalternati nel mondo hanno raggiunto nel 2010 un aumento del 6%, assolutamente inaspettato, soprattutto a fronte della crisi economica, che doveva teoricamente avere come "effetto collaterale" la riduzione delle emissioni.
Gli stati emergenti come la Cina sono come al solito molto restii a modificare le loro abitudini in fatto di ecologia.
Il 1° gennaio 2013 scadrà il primo periodo di applicazione del Protocollo di Kyoto. Da quel momento in poi non sappiamo quali principi regoleranno la questione delle emissioni di gas che aumentano l'effetto serra.
Proprio a questo la conferenza di Durban è chiamata a rispondere, anche il Papa intanto si è interessato agli esiti della conferenza.
La conferenza sul clima di Durban si concluderà il prossimo 9 dicembre 2011, speriamo con risultati positivi per l'ecologia.
Ecologia e idee per uno sviluppo sostenibile. Ricerca di innovazioni nel campo delle fonti rinnovabili, materiali biodegradabili e rispetto della natura.
lunedì 28 novembre 2011
CONFERENZA SUL CLIMA A DURBAN
domenica 27 novembre 2011
BIOETANOLO
Il bioetanolo è un biocombustibile che rispetta l'ecologia perchè ha basse emissioni inquinanti.
Il bioetanolo è un etanolo prodotto mediante un processo di fermentazione delle biomasse, ovvero di prodotti agricoli ricchi di zucchero (glucidi) quali i cereali, le colture zuccherine, gli amidacei e le vinacce.
In campo energetico il bioetanolo può essere utilizzato come componente per benzine o per la preparazione dell'ETBE (etere etilbutilico), un derivato ad alto numero di ottano. Può essere utilizzato nelle benzine in percentuali fino al 20% senza modificare il motore, o anche puro nel Motore Flex.
Inoltre è possibile utilizzare il bioetanolo come combustibile all'interno di biocamini, sfruttandone il potere calorico per scaldare gli ambienti.
Il processo di produzione del bioetanolo genera, a seconda della materia prima agricola utilizzata, diversi sottoprodotti con valenza economica, destinabili a seconda dei casi alla mangimistica, alla cogenerazione, ecc.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Per l'Unione europea, il bioetanolo rappresenta il 15% del mercato, il che si traduce in un valore complessivo superiore ai 5 miliardi di euro.
Attualmente il bioetanolo evidenzia un tasso di crescita superiore al 50%. È proprio la sua crescita esponenziale che ne fa comprendere l’importanza nella crescita complessiva del comparto dei biocarburanti: secondo Eurobserv’Er (stime a luglio 2011), le vendite in Ue di biofuel sono passate da 1,7 milioni di tonnellate petrolio equivalente del 2009 a 13,9 milioni. Cifre che corrispondono a un consumo pari al 2,6% della benzina europea e del consumo di gasolio.
L’obiettivo dell'Unione Europea è quello di arrivare al 10% di biocarburanti nel 2020. Oggi gli impianti di lavorazione e raffinazione del bioetanolo sono 13 , mentre altri 29 sono in fase di progettazione.
Il bioetanolo è quindi un combustibile rinnovabile che rispetta l'ecologia e la natura. Il grosso limite di questi biocarburanti è di utilizzare biomasse che possono essere in concorrenza con le colture alimentari, ma la scommessa dei prossimi anni sarà per l'ecologia sarà proprio quella di utilizzare il materiale agricolo di risulta e non i prodotti destinati all'alimentazione.
Questo permetterà di dare ai biocarburanti un'impronta più sostenibile ed ecologica.
Il bioetanolo è un etanolo prodotto mediante un processo di fermentazione delle biomasse, ovvero di prodotti agricoli ricchi di zucchero (glucidi) quali i cereali, le colture zuccherine, gli amidacei e le vinacce.
In campo energetico il bioetanolo può essere utilizzato come componente per benzine o per la preparazione dell'ETBE (etere etilbutilico), un derivato ad alto numero di ottano. Può essere utilizzato nelle benzine in percentuali fino al 20% senza modificare il motore, o anche puro nel Motore Flex.
Inoltre è possibile utilizzare il bioetanolo come combustibile all'interno di biocamini, sfruttandone il potere calorico per scaldare gli ambienti.
Il processo di produzione del bioetanolo genera, a seconda della materia prima agricola utilizzata, diversi sottoprodotti con valenza economica, destinabili a seconda dei casi alla mangimistica, alla cogenerazione, ecc.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Per l'Unione europea, il bioetanolo rappresenta il 15% del mercato, il che si traduce in un valore complessivo superiore ai 5 miliardi di euro.
Attualmente il bioetanolo evidenzia un tasso di crescita superiore al 50%. È proprio la sua crescita esponenziale che ne fa comprendere l’importanza nella crescita complessiva del comparto dei biocarburanti: secondo Eurobserv’Er (stime a luglio 2011), le vendite in Ue di biofuel sono passate da 1,7 milioni di tonnellate petrolio equivalente del 2009 a 13,9 milioni. Cifre che corrispondono a un consumo pari al 2,6% della benzina europea e del consumo di gasolio.
L’obiettivo dell'Unione Europea è quello di arrivare al 10% di biocarburanti nel 2020. Oggi gli impianti di lavorazione e raffinazione del bioetanolo sono 13 , mentre altri 29 sono in fase di progettazione.
Il bioetanolo è quindi un combustibile rinnovabile che rispetta l'ecologia e la natura. Il grosso limite di questi biocarburanti è di utilizzare biomasse che possono essere in concorrenza con le colture alimentari, ma la scommessa dei prossimi anni sarà per l'ecologia sarà proprio quella di utilizzare il materiale agricolo di risulta e non i prodotti destinati all'alimentazione.
Questo permetterà di dare ai biocarburanti un'impronta più sostenibile ed ecologica.
Etichette:
biomasse,
ecologia,
fonti rinnovabili,
green economy
venerdì 18 novembre 2011
COMPOST
Il compost è una materiale utilizzato come fertilizzante biologico ed ecologico. Il suo utilizzo, con l'apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi (composti del fosforo e dell'azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora nel suolo.
Il compost viene ottenuto attraverso la decomposizione e l'essiccazione di materiale organico. Per la produzione di compost si possono usare gli scarti organici delle cucine, gli sfalci, liquami animali o i rifiuti organici in genere che in discarica causano la produzione di percolato.
Tecnicamente il compostaggio è un processo biologico controllato dall'uomo che attraverso funghi e batteri trasforma in sostanze umificate (il compost) i rifiuti umidi.
Il compost rispetta quindi 2 volte l'ecologia e la natura, perché è un sistema per riciclare i rifiuti organici e perché è un fertilizzante ecologico.
Il compost viene ottenuto attraverso la decomposizione e l'essiccazione di materiale organico. Per la produzione di compost si possono usare gli scarti organici delle cucine, gli sfalci, liquami animali o i rifiuti organici in genere che in discarica causano la produzione di percolato.
Tecnicamente il compostaggio è un processo biologico controllato dall'uomo che attraverso funghi e batteri trasforma in sostanze umificate (il compost) i rifiuti umidi.
Il compost rispetta quindi 2 volte l'ecologia e la natura, perché è un sistema per riciclare i rifiuti organici e perché è un fertilizzante ecologico.
martedì 15 novembre 2011
BOSCO VERTICALE A MILANO
Lo sapevate che Milano è una delle città più inquinate in Italia?
A quanto pare l'aumento dell'edilizia urbana e delle emissioni inquinanti sono le principali cause del crollo della qualità dell'aria nella capitale della moda internazionale.
Così l'architetto italiano Stefano Boeri ha formulato un piano insolito per restituire alla città quello che le manca: vale a dire, un po' di verde.
Il progetto " Bosco Verticale " prende spunto dalla tradizione italiana delle torri coperte di edera. Boeri ha semplicemente moltiplicato la quantità di fogliame.
Ogni appartamento ha un balcone annesso, con un giardino rigoglioso che avvolge la struttura. Le due torri forniranno radici per 900 alberi, così come un sacco di arbusti ed altra vegetazione floreale.
Il loro sviluppo orizzontale è pari a 10.000 metri quadrati di foresta. Bosco Verticale fornisce un piano ecologico di rimboschimento all'interno di una città sviluppata.
Anche se ad un primo sguardo può non sembrare c'è un sacco di tecnologia dietro a questo progetto atto a dimostrare che dobbiamo migliorare l'aria della nostre città, e non solo lo skyline.
La diversità delle piante e delle loro caratteristiche permette di produrre umidità, assorbire anidride carbonica e le particelle di polvere, producendo ossigeno e proteggendo dalle radiazioni e dall'inquinamento acustico, migliorando la qualità di vita gli spazi e il risparmio energetico.
L'Impianto di irrigazione sarà alimentato in larga misura attraverso il filtraggio e il riutilizzo delle acque grigie prodotte dall'edificio stesso.
Inoltre sistemi di produzione energetici da fonti rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico contribuiranno, insieme al microclima di cui sopra ad aumentare il grado di autosufficienza energetica delle due torri.
La presenza di questa vegetazione favorirà inoltre il ritorno di uccelli e insetti all'interno dei giardini in miniatura.
Bosco Verticale intende bilanciare i danni ambientali della città, e creare un ecosistema autosufficiente.
La costruzione dell'intero edificio costerà solo il cinque per cento in più di quello di un grattacielo tradizionale, il Bosco Verde può essere utilizzato il altre città con problemi legati all'ecologia simili a quelli di Milano.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito web del progetto dell'architetto, www.stefanoBoeriArchitetti.net
A quanto pare l'aumento dell'edilizia urbana e delle emissioni inquinanti sono le principali cause del crollo della qualità dell'aria nella capitale della moda internazionale.
Così l'architetto italiano Stefano Boeri ha formulato un piano insolito per restituire alla città quello che le manca: vale a dire, un po' di verde.
Il progetto " Bosco Verticale " prende spunto dalla tradizione italiana delle torri coperte di edera. Boeri ha semplicemente moltiplicato la quantità di fogliame.
Ogni appartamento ha un balcone annesso, con un giardino rigoglioso che avvolge la struttura. Le due torri forniranno radici per 900 alberi, così come un sacco di arbusti ed altra vegetazione floreale.
Il loro sviluppo orizzontale è pari a 10.000 metri quadrati di foresta. Bosco Verticale fornisce un piano ecologico di rimboschimento all'interno di una città sviluppata.
Anche se ad un primo sguardo può non sembrare c'è un sacco di tecnologia dietro a questo progetto atto a dimostrare che dobbiamo migliorare l'aria della nostre città, e non solo lo skyline.
La diversità delle piante e delle loro caratteristiche permette di produrre umidità, assorbire anidride carbonica e le particelle di polvere, producendo ossigeno e proteggendo dalle radiazioni e dall'inquinamento acustico, migliorando la qualità di vita gli spazi e il risparmio energetico.
L'Impianto di irrigazione sarà alimentato in larga misura attraverso il filtraggio e il riutilizzo delle acque grigie prodotte dall'edificio stesso.
Inoltre sistemi di produzione energetici da fonti rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico contribuiranno, insieme al microclima di cui sopra ad aumentare il grado di autosufficienza energetica delle due torri.
La presenza di questa vegetazione favorirà inoltre il ritorno di uccelli e insetti all'interno dei giardini in miniatura.
Bosco Verticale intende bilanciare i danni ambientali della città, e creare un ecosistema autosufficiente.
La costruzione dell'intero edificio costerà solo il cinque per cento in più di quello di un grattacielo tradizionale, il Bosco Verde può essere utilizzato il altre città con problemi legati all'ecologia simili a quelli di Milano.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito web del progetto dell'architetto, www.stefanoBoeriArchitetti.net
Etichette:
abitazioni,
aria,
ecologia,
fonti rinnovabili,
fotovoltaico,
green economy,
risparmio energetico
lunedì 14 novembre 2011
SVILUPPO SOSTENIBILE
Lo sviluppo sostenibile è l'aspirazione ad integrare lo sviluppo economico, sociale, istituzionale con il rispetto delle istanze ambientali e dell'ecologia.
Lo sviluppo sostenibile è un modo per valorizzare le risorse naturali soddisfando i bisogni senza comprometterle per le generazioni future.
Il problema maggiore della società moderna e che si ostina a misurare lo sviluppo attraverso un indicatore esclusivamente economico-monetario (il PIL) non prendendo in esame le ricadute che uno sviluppo non guidato o mal gestito ha sulle condizioni di vita generali e future.
Lo sviluppo sostenibile tenta di agire su questo punto migliorando il rapporto tra lo sviluppo della società e l'ambiente che la circonda, questo aspetto influisce ovviamente anche sull'ecologia e sulla natura.
Lo sviluppo sostenibile è un modo per valorizzare le risorse naturali soddisfando i bisogni senza comprometterle per le generazioni future.
Il problema maggiore della società moderna e che si ostina a misurare lo sviluppo attraverso un indicatore esclusivamente economico-monetario (il PIL) non prendendo in esame le ricadute che uno sviluppo non guidato o mal gestito ha sulle condizioni di vita generali e future.
Lo sviluppo sostenibile tenta di agire su questo punto migliorando il rapporto tra lo sviluppo della società e l'ambiente che la circonda, questo aspetto influisce ovviamente anche sull'ecologia e sulla natura.
domenica 13 novembre 2011
ECOLOGIA
L'ecologia in senso stretto è la scienza che studia l'ecosfera, ossia la porzione della Terra in cui è presente la vita in aggregati sistemici detti "ecosistemi".
Dagli anni 60\70 però il movimento ambientalista ha utilizzato il termine ecologia come sinonimo di rispetto dell'ambiente, studio dell'inquinamento e in generale il termine ecologia viene oggi normalmente usato per definire un corretto rapporto che l'uomo dovrebbe avere con la natura che lo circonda.
L'ecologia nel senso comune è quindi quel movimento spontaneo che tende al miglioramento dell'ambiente attraverso uno sviluppo sostenibile della società.
L'ecologia ha permesso particolari innovazioni tecnologiche come la diffusione del fotovoltaico o dell'eolico per la produzione di energia elettrica che solo vent'anni fa erano considerati un lusso per pochi hippy, oppure la gestione dei rifiuti con la raccolta differenziata e il compostaggio.
Oggi l'ecologia affronta nuove sfide come il tentativo di implementare il processo Rifiuti Zero o la lotta per il no al nucleare che però deve essere capace di fornire fonti rinnovabili e realmente competitive.
Insomma l'ecologia è una battaglia per migliorare il rapporto con l'ambiente che ci circonda. Un processo innovativo reso ancora più impellente in questo periodo di forte crisi economica.
L'ecologia può dare gli spunti per creare, come nel caso delle fonti rinnovabili, nuovi posti di lavoro e un'alternativa credibile di sviluppo.
In Italia si sente un forte bisogno di ecologia che risponda in modo concreto ai bisogni di sviluppo ma rispettando un territorio fragile e troppo spesso violentato. Ma l'ecologia non può essere solo una serie di divieti, di NO!
In questo blog vogliamo proporre un'ecologia POSITIVA che possa dare soprattutto soluzioni ai giganteschi problemi che il mondo ha davanti. Vogliamo dare uno spunto di ottimismo, perchè attraverso la green economy i problemi si possono risolvere.
La green economy è un passaggio fondamentale per lo sviluppo dell'economia mondiale che, d'ora in avanti, non potrà più prescindere dall'ecologia.
Dagli anni 60\70 però il movimento ambientalista ha utilizzato il termine ecologia come sinonimo di rispetto dell'ambiente, studio dell'inquinamento e in generale il termine ecologia viene oggi normalmente usato per definire un corretto rapporto che l'uomo dovrebbe avere con la natura che lo circonda.
L'ecologia nel senso comune è quindi quel movimento spontaneo che tende al miglioramento dell'ambiente attraverso uno sviluppo sostenibile della società.
L'ecologia ha permesso particolari innovazioni tecnologiche come la diffusione del fotovoltaico o dell'eolico per la produzione di energia elettrica che solo vent'anni fa erano considerati un lusso per pochi hippy, oppure la gestione dei rifiuti con la raccolta differenziata e il compostaggio.
Oggi l'ecologia affronta nuove sfide come il tentativo di implementare il processo Rifiuti Zero o la lotta per il no al nucleare che però deve essere capace di fornire fonti rinnovabili e realmente competitive.
Insomma l'ecologia è una battaglia per migliorare il rapporto con l'ambiente che ci circonda. Un processo innovativo reso ancora più impellente in questo periodo di forte crisi economica.
L'ecologia può dare gli spunti per creare, come nel caso delle fonti rinnovabili, nuovi posti di lavoro e un'alternativa credibile di sviluppo.
In Italia si sente un forte bisogno di ecologia che risponda in modo concreto ai bisogni di sviluppo ma rispettando un territorio fragile e troppo spesso violentato. Ma l'ecologia non può essere solo una serie di divieti, di NO!
In questo blog vogliamo proporre un'ecologia POSITIVA che possa dare soprattutto soluzioni ai giganteschi problemi che il mondo ha davanti. Vogliamo dare uno spunto di ottimismo, perchè attraverso la green economy i problemi si possono risolvere.
La green economy è un passaggio fondamentale per lo sviluppo dell'economia mondiale che, d'ora in avanti, non potrà più prescindere dall'ecologia.
sabato 5 novembre 2011
ECOLOGIA E ALLUVIONI
Siamo nuovamente a fare il bilancio purtroppo tragico di un'alluvione. Dopo la Toscana e le Cinque Terre, anche Genova è stata colpita al cuore.
Negli ultimi cinquant'anni l'uomo si era convinto, almeno nel mondo occidentale, di essere capace di controllare la natura. Invece la natura ci riporta tragicamente alla realtà, i fenomeni naturali non sono controllabili.
I cambiamenti climatici ormai sono una realtà, non più solo una minaccia degli ecologisti. Ma il nostro sistema organizzativo per affrontare questi cambiamenti climatici non è efficiente.
I fenomeni metereologici degli ultimi giorni sono sicuramente di forte entità, anche influenzati dai cambiamenti climatici mondiali, ma la loro forza distruttiva è stata accentuata dall'antropizzazione del paesaggio, dallo scarso senso dell'ecologia e dello scarso rispetto della natura in senso lato.
Ma cosa c'entra con l'ecologia con le alluvioni? C'entra e molto:
- In primo luogo il rispetto della natura passa per la pulizia degli alvei dei fiumi dai tronchi e dai resti delle alluvioni precedenti che intasano i passaggi sotto i ponti. Questo non vuol dire libertà di scavare gli alvei dei fiumi ma una corretta e periodica manutenzione dei corsi d'acqua.
-Il consumo del suolo che viene "rubato" alla natura con la costruzione di capannoni, parcheggi, palazzi e case pregiudica il naturale sviluppo del territorio creando punti critici ad esempio per la gestione dei corsi d'acqua che diventano pericolosi in caso di forti piogge.
Se poi i tombini, che servono come valvola di sfogo per l'acqua altrimenti rinchiusa dal cemento, non vengono puliti regolarmente come si vede dalla foto allegata le conseguenze possono essere molto serie. Perché anche nei piccoli comuni non si puliscono regolarmente le vie d'acqua nei giorni che precedono le grandi piogge in autunno e in primavera?
- Il rimboschimento non controllato e la sbagliata gestione dei boschi ha poi una grande responsabilità nelle frane. Il terreno non è più trattenuto dalle radici degli alberi che scendono in profondità.
Gli incendi bruciano i boschi, gli alberi nascono troppo vicini e crescono per questo motivo troppo piccoli per trattenere le frane.
In questo caso l'utilizzo delle biomasse per il riscaldamento delle abitazioni può aiutare a gestire i boschi e la legna. Può essere un incentivo per la gente ad avere cura dei boschi come già succede ad esempio in Trentino. A patto però che la legge non sia cieca e permetta alle persone di abbattere gli alberi che non servono mantenendo quelli che invece crescono robusti. Insomma una gestione oculata del territorio e dell'ambiente.
L'ecologia e l'ambientalismo non possono essere contro l'abbattimento degli alberi a prescindere. Se questo è fatto in modo programmato e rispettoso dei cicli della natura. Certo bisogna prevenire e combattere il disboscamento, ma anche una crescita non gestita può avere conseguenze molto gravi per le frane e le alluvioni.
- Per ultimo ho lasciato il problema dell'abusivismo non perché sia meno importante ma perché è sicuramente quello più conosciuto che deve essere combattuto in ogni modo.
Insomma l'uomo NON può controllare la natura, i cambiamenti climatici non sono solo più allarmi degli ecologisti ma hanno intensificato i fenomeni atmosferici.
Dobbiamo essere PIU' attenti e organizzati che in passato a gestire l'ambiente.
L'ecologia è una necessità.
Negli ultimi cinquant'anni l'uomo si era convinto, almeno nel mondo occidentale, di essere capace di controllare la natura. Invece la natura ci riporta tragicamente alla realtà, i fenomeni naturali non sono controllabili.
I cambiamenti climatici ormai sono una realtà, non più solo una minaccia degli ecologisti. Ma il nostro sistema organizzativo per affrontare questi cambiamenti climatici non è efficiente.
I fenomeni metereologici degli ultimi giorni sono sicuramente di forte entità, anche influenzati dai cambiamenti climatici mondiali, ma la loro forza distruttiva è stata accentuata dall'antropizzazione del paesaggio, dallo scarso senso dell'ecologia e dello scarso rispetto della natura in senso lato.
Ma cosa c'entra con l'ecologia con le alluvioni? C'entra e molto:
- In primo luogo il rispetto della natura passa per la pulizia degli alvei dei fiumi dai tronchi e dai resti delle alluvioni precedenti che intasano i passaggi sotto i ponti. Questo non vuol dire libertà di scavare gli alvei dei fiumi ma una corretta e periodica manutenzione dei corsi d'acqua.
-Il consumo del suolo che viene "rubato" alla natura con la costruzione di capannoni, parcheggi, palazzi e case pregiudica il naturale sviluppo del territorio creando punti critici ad esempio per la gestione dei corsi d'acqua che diventano pericolosi in caso di forti piogge.
Se poi i tombini, che servono come valvola di sfogo per l'acqua altrimenti rinchiusa dal cemento, non vengono puliti regolarmente come si vede dalla foto allegata le conseguenze possono essere molto serie. Perché anche nei piccoli comuni non si puliscono regolarmente le vie d'acqua nei giorni che precedono le grandi piogge in autunno e in primavera?
- Il rimboschimento non controllato e la sbagliata gestione dei boschi ha poi una grande responsabilità nelle frane. Il terreno non è più trattenuto dalle radici degli alberi che scendono in profondità.
Gli incendi bruciano i boschi, gli alberi nascono troppo vicini e crescono per questo motivo troppo piccoli per trattenere le frane.
In questo caso l'utilizzo delle biomasse per il riscaldamento delle abitazioni può aiutare a gestire i boschi e la legna. Può essere un incentivo per la gente ad avere cura dei boschi come già succede ad esempio in Trentino. A patto però che la legge non sia cieca e permetta alle persone di abbattere gli alberi che non servono mantenendo quelli che invece crescono robusti. Insomma una gestione oculata del territorio e dell'ambiente.
L'ecologia e l'ambientalismo non possono essere contro l'abbattimento degli alberi a prescindere. Se questo è fatto in modo programmato e rispettoso dei cicli della natura. Certo bisogna prevenire e combattere il disboscamento, ma anche una crescita non gestita può avere conseguenze molto gravi per le frane e le alluvioni.
- Per ultimo ho lasciato il problema dell'abusivismo non perché sia meno importante ma perché è sicuramente quello più conosciuto che deve essere combattuto in ogni modo.
Insomma l'uomo NON può controllare la natura, i cambiamenti climatici non sono solo più allarmi degli ecologisti ma hanno intensificato i fenomeni atmosferici.
Dobbiamo essere PIU' attenti e organizzati che in passato a gestire l'ambiente.
L'ecologia è una necessità.
Etichette:
acqua,
biomasse,
clima,
consumo del suolo,
ecologia,
effetto serra
CONSUMO DEL SUOLO
Secondo il rapporto annuale del Centro di Ricerca sui Consumi del Suolo di INU, Legambiente e del Politecnico di Milano, in Italia, ogni anno occupiamo 500 km quadrati di suolo. Un caso da record è la provincia di Olbia -Tempio cementificata al ritmo di 25 metri quadri per abitante all'anno, sei volte quello già catastrofico della Lombardia.
Perché la politica non è riuscita a trovare una mediazione tra il profitto e l'ecologia?
Io sono tra quelli spaventati per la crescita spropositata del fotovoltaico su quelli che una volta erano campi coltivati e spesso mi chiedo perché quei pannelli fotovoltaici non si possano mettere sui tetti immensi delle zone industriali.
L'Italia non ha grandi spazi e quel poco terreno naturale che abbiamo lo stiamo consumando sempre più velocemente, bisogna trovare una sintesi tra esigenze dello sviluppo e esigenze della natura.
Ma come?
venerdì 4 novembre 2011
RIFIUTI ZERO
Rifiuti Zero è un sistema ecologico che ha l'obiettivo di riutilizzare tutti i prodotti evitando di mandarli in discarica o nell'inceneritore.
Rifiuti Zero è una strategia che prende le mosse da quello che fa la natura, riutilizzando continuamente le sue risorse.
Tra i maggiori teorizzatori c'è il prof. Paul Connett, docente della St. Lawrence University che parla nel seguente video:
Il perno della strategia è comunque quella di DIFFERENZIARE i rifiuti per controllarne il riutilizzo e il riciclo.
La strategia Rifiuti Zero può essere riassunta in:
- Riduzione della quantità dei rifiuti
- Progettare oggetti biodegradabili, riciclabili o riutilizzabili
- eliminazione degli inceneritori
- INCENTIVARE il riuso e la riparazione degli oggetti non più funzionanti
Il primo comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori.
Rifiuti zero è quindi un sistema che, se implementato, aiuterebbe a proteggere la natura e l'ecologia.
Rifiuti Zero è una strategia che prende le mosse da quello che fa la natura, riutilizzando continuamente le sue risorse.
Tra i maggiori teorizzatori c'è il prof. Paul Connett, docente della St. Lawrence University che parla nel seguente video:
Il perno della strategia è comunque quella di DIFFERENZIARE i rifiuti per controllarne il riutilizzo e il riciclo.
La strategia Rifiuti Zero può essere riassunta in:
- Riduzione della quantità dei rifiuti
- Progettare oggetti biodegradabili, riciclabili o riutilizzabili
- eliminazione degli inceneritori
- INCENTIVARE il riuso e la riparazione degli oggetti non più funzionanti
Il primo comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori.
Rifiuti zero è quindi un sistema che, se implementato, aiuterebbe a proteggere la natura e l'ecologia.
mercoledì 2 novembre 2011
ECONOMIA DELL'ECOLOGIA
L'economia dell'ecologia a Torino il 3 novembre prossimo.
La green economy sarà protagonista nel convegno dedicato alle imprese grandi e piccole che si terrà sotto la Mole, in cui si parlerà di nuove idee per produrre rispettando la natura.
L'economia dell'ecologia come metodo per uscire dalla crisi strutturale che stiamo vivendo, coinvolgendo i soggetti produttivi del paese.
Non solo energia e fonti rinnovabili che stanno GIA' producendo nuova occupazione ma anche i trasporti, l'artigianato e la finanza possono essere sviluppate con i criteri ecologici e ambientali della green economy.
La green economy sarà protagonista nel convegno dedicato alle imprese grandi e piccole che si terrà sotto la Mole, in cui si parlerà di nuove idee per produrre rispettando la natura.
L'economia dell'ecologia come metodo per uscire dalla crisi strutturale che stiamo vivendo, coinvolgendo i soggetti produttivi del paese.
Non solo energia e fonti rinnovabili che stanno GIA' producendo nuova occupazione ma anche i trasporti, l'artigianato e la finanza possono essere sviluppate con i criteri ecologici e ambientali della green economy.
martedì 1 novembre 2011
UNA VISITA
E' venuto a visitarci sul nostro balcone, un po' spaesato.
Dopo la sorpresa iniziale, e con un piccolo aiuto questo piccolo uccello ha tranquillamente ripreso il volo.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
Dopo la sorpresa iniziale, e con un piccolo aiuto questo piccolo uccello ha tranquillamente ripreso il volo.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
INCENERITORE
Gli inceneritori sono impianti che smaltiscono rifiuti attraverso la combustione ad alta temperatura che produce gas, ceneri e polveri.
Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più comunemente termovalorizzatori.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
In Italia gli inceneritori sono spesso osteggiati dalla popolazione che teme che al suo interno vengano bruciati rifiuti tossici o che produca fumi nocivi.
Tuttavia se controllati a dovere e regolarmente gli inceneritori sono uno strumento per ridurre il volume dei rifiuti, anche se la soluzione al problema rifiuti viene da altri sistemi come una corretta gestione dei rifiuti, il sistema Rifiuti Zero, il riciclaggio e il compostaggio.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più comunemente termovalorizzatori.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| L'inceneritore di Vienna (tratta da wikipedia) |
Tuttavia se controllati a dovere e regolarmente gli inceneritori sono uno strumento per ridurre il volume dei rifiuti, anche se la soluzione al problema rifiuti viene da altri sistemi come una corretta gestione dei rifiuti, il sistema Rifiuti Zero, il riciclaggio e il compostaggio.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
lunedì 31 ottobre 2011
ECOLOGISTI DI DESTRA
Nasce un nuovo blog che si propone di difendere l'ecologia e la natura, si chiama "Disarming the Green" e per il momento nasce attraverso un blog. La nascita di questo movimento si deve al finiano Benedetto della Vedova.
Disarming the Green si propone come movimento di destra in contrapposizione al monopolio dei Verdi in campo ambientale. Il blog si propone di osservare l'ecologia e l'ambientalismo da un'ottica diversa da quella dei Verdi di sinistra. Secondo il blog è necessario battere la povertà per aumentare la salvaguardia dell'ecologia e della natura perchè le società ricche hanno maggiore consapevolezza dei problemi ambientali delle società povere.
Disarming the Green mette inoltre in primo piano il ruolo della scienza per migliorare e diminuire lo sfruttamento delle risorse naturali.
In realtà i Verdi Liberali come si definisce lo stesso Della Vedova non sono una novità in Europa ma alle ultime elezioni svizzere hanno ottenuto ottimi risultati.
L'intenzione è di contrastare la visione dei Verdi che spesso contrappongono lo sviluppo e la salvaguardia ambientale. Staremo a vedere le proposte per il futuro, l'idea non sembra male, anche se qualche perplessità rimane sul nome del blog. Perché un nome contro? Perché in inglese?
Disarming the Green si propone come movimento di destra in contrapposizione al monopolio dei Verdi in campo ambientale. Il blog si propone di osservare l'ecologia e l'ambientalismo da un'ottica diversa da quella dei Verdi di sinistra. Secondo il blog è necessario battere la povertà per aumentare la salvaguardia dell'ecologia e della natura perchè le società ricche hanno maggiore consapevolezza dei problemi ambientali delle società povere.
Disarming the Green mette inoltre in primo piano il ruolo della scienza per migliorare e diminuire lo sfruttamento delle risorse naturali.
In realtà i Verdi Liberali come si definisce lo stesso Della Vedova non sono una novità in Europa ma alle ultime elezioni svizzere hanno ottenuto ottimi risultati.
L'intenzione è di contrastare la visione dei Verdi che spesso contrappongono lo sviluppo e la salvaguardia ambientale. Staremo a vedere le proposte per il futuro, l'idea non sembra male, anche se qualche perplessità rimane sul nome del blog. Perché un nome contro? Perché in inglese?
mercoledì 26 ottobre 2011
GESTIONE DEI RIFIUTI
Per gestione dei rifiuti si intende l'insieme delle politiche volte a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, e coinvolgono quindi: la raccolta, il trasporto, il trattamento (riciclaggio o smaltimento) e anche il riutilizzo dei materiali di scarto, solitamente prodotti dall'attività umana, nel tentativo di ridurre i loro effetti sulla salute dell'uomo e sull'ambiente.
Un interesse particolare negli ultimi decenni riguarda la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull'ambiente e la possibilità di recuperare risorse da essi, e la riduzione della produzione di rifiuti stessi.
La gestione dei rifiuti Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
Un interesse particolare negli ultimi decenni riguarda la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull'ambiente e la possibilità di recuperare risorse da essi, e la riduzione della produzione di rifiuti stessi.
La gestione dei rifiuti Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
martedì 25 ottobre 2011
DISCARICA
La discarica è un sito in cui vengono accumulati rifiuti non selezionati e che non si è riusciti a selezionare per il riciclo.
Le discariche però hanno grossi problemi, oltre agli spazi enormi che richiedono e che non possono essere più sfruttati per l'agricoltura, gli odori e il percolato che se le discariche non sono costruite e mantenute a dovere.

Una moderna discarica con protezioni e barriere (Honolulu, Hawaii). Fonte wikipedia
La normativa italiana col Dlgs. 36/2003 recepisce la direttiva europea 99/31/CE che prevede tre tipologie differenti di discarica:
discarica per rifiuti inerti
discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali gli RSU, Rifiuti Solidi Urbani)
discarica per rifiuti pericolosi (tra cui ceneri e scarti degli inceneritori).
I residui di molti rifiuti, soprattutto organici, restano attivi per oltre 30 anni e, attraverso i naturali processi di decomposizione anaerobica, producono biogas e numerosi liquami (percolato) altamente contaminanti per il terreno e le falde acquifere per cui il conferimento senza preventivo trattamento di compostaggio è da evitarsi.
Visti gli enormi tempi di degradabilità dei materiali normalmente conferiti in discarica (come le plastiche e ancor peggio i rifiuti pericolosi) è ragionevole stimare la possibilità di rilevare tracce di queste sostanze dopo la chiusura di una discarica per un periodo che va fra i 300 e i 1000 anni, per cui andrebbero trattati differentemente.
Le discariche inoltre attraverso l'azione di enzimi producono biogas che in molti casi viene recuperato per produrre energia pulita.
Le alternative alla discarica come il compostaggio per la frazione organica, l'incenerimento o il riciclo per la plastica, oggi ci sono ma devono necessariamente passare attravero la selezione da parte dei cittadini e il riciclo.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
Le discariche però hanno grossi problemi, oltre agli spazi enormi che richiedono e che non possono essere più sfruttati per l'agricoltura, gli odori e il percolato che se le discariche non sono costruite e mantenute a dovere.
Una moderna discarica con protezioni e barriere (Honolulu, Hawaii). Fonte wikipedia
La normativa italiana col Dlgs. 36/2003 recepisce la direttiva europea 99/31/CE che prevede tre tipologie differenti di discarica:
discarica per rifiuti inerti
discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali gli RSU, Rifiuti Solidi Urbani)
discarica per rifiuti pericolosi (tra cui ceneri e scarti degli inceneritori).
I residui di molti rifiuti, soprattutto organici, restano attivi per oltre 30 anni e, attraverso i naturali processi di decomposizione anaerobica, producono biogas e numerosi liquami (percolato) altamente contaminanti per il terreno e le falde acquifere per cui il conferimento senza preventivo trattamento di compostaggio è da evitarsi.
Visti gli enormi tempi di degradabilità dei materiali normalmente conferiti in discarica (come le plastiche e ancor peggio i rifiuti pericolosi) è ragionevole stimare la possibilità di rilevare tracce di queste sostanze dopo la chiusura di una discarica per un periodo che va fra i 300 e i 1000 anni, per cui andrebbero trattati differentemente.
Le discariche inoltre attraverso l'azione di enzimi producono biogas che in molti casi viene recuperato per produrre energia pulita.
Le alternative alla discarica come il compostaggio per la frazione organica, l'incenerimento o il riciclo per la plastica, oggi ci sono ma devono necessariamente passare attravero la selezione da parte dei cittadini e il riciclo.
http://ecologia-natura.blogspot.com/
domenica 23 ottobre 2011
IMPRESE GREEN ITALIANE FATTURATO RECORD
Secondo un rapporto della IR Top, società italiana specializzata nella consulenza in Investor Relations e Comunicazione Finanziaria, le imprese di green economy italiane crescono di più delle concorrenti europee sia come fatturato che come utili.
Lo studio ha preso in esame 13 società italiane che si occupano di ecologia e ha registrato un aumento del +35% dei ricavi nel 2010 rispetto a una media europea del +25.
Lo sviluppo del settore green è stato incentivato negli ultimi anni dal settore finanziario attraverso il crescente interesse di fondi di investimento verso aziende con impronta ecologica.
Le società italiane incluse nel campione sono: Alerion Clean Power, Biancamano, Eems, ErgyCapital, Falck Renwables, Fintel, Greenvision Ambiente, K.R. Energy, Kerself, Kinexia, Pramac, Sadi Servizi Industriali e Terni Energia.
La notizie è sicuramente positiva, ma non ci si può non chiedere quanto inciderà la riduzione degli incentivi di fotovoltaico e fonti rinnovabili su questi dati sorprendenti.
Lo sviluppo di un economia verde che tenga in considerazione l’ecologia e il rispetto della natura è sicuramente un asset strategico per l’economia del futuro, speriamo che anche i nostri politici se ne rendano conto.
Lo studio ha preso in esame 13 società italiane che si occupano di ecologia e ha registrato un aumento del +35% dei ricavi nel 2010 rispetto a una media europea del +25.
Lo sviluppo del settore green è stato incentivato negli ultimi anni dal settore finanziario attraverso il crescente interesse di fondi di investimento verso aziende con impronta ecologica.
Le società italiane incluse nel campione sono: Alerion Clean Power, Biancamano, Eems, ErgyCapital, Falck Renwables, Fintel, Greenvision Ambiente, K.R. Energy, Kerself, Kinexia, Pramac, Sadi Servizi Industriali e Terni Energia.
La notizie è sicuramente positiva, ma non ci si può non chiedere quanto inciderà la riduzione degli incentivi di fotovoltaico e fonti rinnovabili su questi dati sorprendenti.
Lo sviluppo di un economia verde che tenga in considerazione l’ecologia e il rispetto della natura è sicuramente un asset strategico per l’economia del futuro, speriamo che anche i nostri politici se ne rendano conto.
FONTI RINNOVABILI
Le fonti rinnovabili sono quelle fonti di energia che per loro caratteristica peculiare si RIGENERANO oppure non possono essere esaurite in tempi "umani" (30 o 50 anni).
Negli ultimi anni poi con i termini " fonti rinnovabili " vengono contraddistinte tutte quelle fonti energetiche pulite che non compromettono le risorse naturali delle generazioni che abiteranno la Terra in futuro.
Le fonti rinnovabili vengono quindi presentate come fonti amiche dell'ecologia, in contrapposizione alle fonti fossili di energia (ad es. il petrolio).
Le fonti rinnovabili vengono quindi considerate ecologiche e pulite, perché non immettono in atmosfera sostanze nocive.
Gli esempi più comuni di fonti rinnovabili di energia sono:
- fotovoltaico
- eolico
- energia idroelettrica
- biomasse
- geotermico
- onde e mare
Le fonti rinnovabili sono aumentate molto negli ultimi anni anche grazie all'aumento del prezzo del petrolio, per l'eolico ad esempio si è passati da 1.127 mw istallati nel 2004 nel mondo a 4.850 mw istallati nel 2009.
Ma le fonti rinnovabili si possono trovare anche in chimica, ad esempio le bioplastiche sono derivate dal mais fonte rinnovabile e biodegradabile, quindi rispettosa della natura e dell'ecologia.
Negli ultimi anni poi con i termini " fonti rinnovabili " vengono contraddistinte tutte quelle fonti energetiche pulite che non compromettono le risorse naturali delle generazioni che abiteranno la Terra in futuro.
Le fonti rinnovabili vengono quindi presentate come fonti amiche dell'ecologia, in contrapposizione alle fonti fossili di energia (ad es. il petrolio).
Le fonti rinnovabili vengono quindi considerate ecologiche e pulite, perché non immettono in atmosfera sostanze nocive.
Gli esempi più comuni di fonti rinnovabili di energia sono:
- fotovoltaico
- eolico
- energia idroelettrica
- biomasse
- geotermico
- onde e mare
Le fonti rinnovabili sono aumentate molto negli ultimi anni anche grazie all'aumento del prezzo del petrolio, per l'eolico ad esempio si è passati da 1.127 mw istallati nel 2004 nel mondo a 4.850 mw istallati nel 2009.
Ma le fonti rinnovabili si possono trovare anche in chimica, ad esempio le bioplastiche sono derivate dal mais fonte rinnovabile e biodegradabile, quindi rispettosa della natura e dell'ecologia.
Etichette:
ecologia,
fonti alternative,
fonti rinnovabili
sabato 22 ottobre 2011
LE 500 AZIENDE GREEN SECONDO NEWSWEEK
Ecco la classifica di NEWSWEEK delle 500 aziende mondiali più attente all'ecologia.
La classifica (di cui http://ecologia-natura.blogspot.com/ pubblica le prime 10 posizioni) è stata stilata in base a degli indicatori molto precisi.
NEWSWEEK ha preso in esame le emissioni complessive di CO2, l’utilizzo dell’acqua, i programmi e le iniziative intraprese dall’azienda per la sostenibilità ambientale, la trasparenza dell’azienda nei propri bilanci verso gli aspetti ambientali.
1 Munich Re Germany Financials
2 IBM United States Information Technology & Services
3 National Australia Bank Australia Financials
4 Bradesco Brazil Financials
5 ANZ Banking Group Australia Financials
6 BT Group United Kingdom Telecommunications
7 Tata Consultancy Services India Information Technology & Services
8 Infosys India Information Technology & Services
9 Philips Netherlands Capital Goods
10 Swisscom Switzerland Telecommunications
Le imprese italiane non escono male da questa classifica: al 23mo posto troviamo Telecom Italia, al 29mo posto la Fiat (!), al 30mo Unicredit group, al 57mo Intesa, al 69mo posto le Generali.
Anche se rimane il dubbio di come si possa accomunare in una stessa classifica ambientale aziende meccaniche come la FIAT e finanziarie come UNICREDIT che per loro stessa natura hanno meno problemi ambientali.
Bisogna ancora notare come due aziende Australiane siano nei primi 5 posti al mondo di questa classifica, fatto che dimostra come l'Australia conservi un'anima attenta all'ecologia e alla natura.
Potete trovare la classifica ufficiale di NEWSWEEK seguendo questo link http://www.thedailybeast.com/newsweek/features/green-rankings/2011/international.html
La classifica (di cui http://ecologia-natura.blogspot.com/ pubblica le prime 10 posizioni) è stata stilata in base a degli indicatori molto precisi.
NEWSWEEK ha preso in esame le emissioni complessive di CO2, l’utilizzo dell’acqua, i programmi e le iniziative intraprese dall’azienda per la sostenibilità ambientale, la trasparenza dell’azienda nei propri bilanci verso gli aspetti ambientali.
1 Munich Re Germany Financials
2 IBM United States Information Technology & Services
3 National Australia Bank Australia Financials
4 Bradesco Brazil Financials
5 ANZ Banking Group Australia Financials
6 BT Group United Kingdom Telecommunications
7 Tata Consultancy Services India Information Technology & Services
8 Infosys India Information Technology & Services
9 Philips Netherlands Capital Goods
10 Swisscom Switzerland Telecommunications
Le imprese italiane non escono male da questa classifica: al 23mo posto troviamo Telecom Italia, al 29mo posto la Fiat (!), al 30mo Unicredit group, al 57mo Intesa, al 69mo posto le Generali.
Anche se rimane il dubbio di come si possa accomunare in una stessa classifica ambientale aziende meccaniche come la FIAT e finanziarie come UNICREDIT che per loro stessa natura hanno meno problemi ambientali.
Bisogna ancora notare come due aziende Australiane siano nei primi 5 posti al mondo di questa classifica, fatto che dimostra come l'Australia conservi un'anima attenta all'ecologia e alla natura.
Potete trovare la classifica ufficiale di NEWSWEEK seguendo questo link http://www.thedailybeast.com/newsweek/features/green-rankings/2011/international.html
giovedì 20 ottobre 2011
SESSO E ECOLOGIA
Si definiscono Ecosexual, sono quelle persone che scelgono il partner sulla base della loro condivisione per le preoccupazioni ambientali e una condotta di una vita dedicata al green. Compagne e compagni con cui condividere una vita quotidiana eco-sostenibile: anche sotto le lenzuola. E se non sapete dove trovarli, ci sono appositi siti web dedicati, come greensingles o ewsingles.
Perché l’ecologia non passa solo dalla preparazione di una cenetta con prodotti provenienti da coltivazioni biologiche, o da un romantico giro in bicicletta al posto di quello, da cliché (e ad alte emissioni), a bordo di una spider rossa. Ci sono molti modi di limitare l’impatto sull’ambiente;
Su internet si può trovare un po' di tutto dai vibratori a ricarica manuale a quelli ricaricabili con energia solare,dai profilattici prodotti esclusivamente con lattice naturale agli oli per massaggi senza glicerina.
Insomma il sesso per l'ecologia e la natura.
Perché l’ecologia non passa solo dalla preparazione di una cenetta con prodotti provenienti da coltivazioni biologiche, o da un romantico giro in bicicletta al posto di quello, da cliché (e ad alte emissioni), a bordo di una spider rossa. Ci sono molti modi di limitare l’impatto sull’ambiente;
Su internet si può trovare un po' di tutto dai vibratori a ricarica manuale a quelli ricaricabili con energia solare,dai profilattici prodotti esclusivamente con lattice naturale agli oli per massaggi senza glicerina.
Insomma il sesso per l'ecologia e la natura.
martedì 18 ottobre 2011
RICICLARE E RIUSARE ON LINE
Oggi vi voglio segnalare un sito importante per l'ecologia 2.0, l'ecologia che naviga su internet!
Reoose è il primo eco-store del riutilizzo e del baratto asincrono che crede in una seconda vita degli oggetti e dove non si usa il denaro.
Solo in Reoose grazie ai crediti puoi “scambiare” i tuoi oggetti inutilizzati con chi vuoi e “acquistare” ciò che ti serve veramente
È ufficialmente online dallo scorso 1° settembre www.reoose.com, il primo eco-store in Italia che si serve di un nuovo tipo di baratto, detto asincrono, per “riciclare” oggetti “non utilizzati” per dargli una “seconda vita”, il tutto senza l’utilizzo del denaro.
Reoose nasce per dar vita ad un consumo sostenibile, per acquistare prodotti in maniera consapevole, quelli di cui necessitiamo realmente, evitando sprechi e salvaguardando al tempo stesso l’ambiente. Il progetto, infatti, si ispira alla filosofia delle tre R: Riduzione dei rifiuti, Risparmio e Riciclo...
Reoose introduce il concetto di baratto asincrono che, utilizzando gli strumenti forniti dalla rete ,velocizza e semplifica l’esperienza utente, una sorta di baratto 2.0.
Abbattere lo spreco quindi, attribuendo ad ogni oggetto un valore virtuale in crediti (indipendente dalla marca ma basato sull’effettivo stato nuovo-usato e del potenziale valore inquinante) da utilizzarsi, per avere altri oggetti che altri hanno deciso di “smaltire” in modo intelligente.
Un progetto che vuole stupire fino in fondo, dando la possibilità anche a coloro che lo desiderano di “investire” i crediti maturati dallo scambio, in beneficenza, destinandoli quindi alle Onlus partner.
L'ecologia corre su internet....
Reoose è il primo eco-store del riutilizzo e del baratto asincrono che crede in una seconda vita degli oggetti e dove non si usa il denaro.
Solo in Reoose grazie ai crediti puoi “scambiare” i tuoi oggetti inutilizzati con chi vuoi e “acquistare” ciò che ti serve veramente
È ufficialmente online dallo scorso 1° settembre www.reoose.com, il primo eco-store in Italia che si serve di un nuovo tipo di baratto, detto asincrono, per “riciclare” oggetti “non utilizzati” per dargli una “seconda vita”, il tutto senza l’utilizzo del denaro.
Reoose nasce per dar vita ad un consumo sostenibile, per acquistare prodotti in maniera consapevole, quelli di cui necessitiamo realmente, evitando sprechi e salvaguardando al tempo stesso l’ambiente. Il progetto, infatti, si ispira alla filosofia delle tre R: Riduzione dei rifiuti, Risparmio e Riciclo...
Reoose introduce il concetto di baratto asincrono che, utilizzando gli strumenti forniti dalla rete ,velocizza e semplifica l’esperienza utente, una sorta di baratto 2.0.
Abbattere lo spreco quindi, attribuendo ad ogni oggetto un valore virtuale in crediti (indipendente dalla marca ma basato sull’effettivo stato nuovo-usato e del potenziale valore inquinante) da utilizzarsi, per avere altri oggetti che altri hanno deciso di “smaltire” in modo intelligente.
Un progetto che vuole stupire fino in fondo, dando la possibilità anche a coloro che lo desiderano di “investire” i crediti maturati dallo scambio, in beneficenza, destinandoli quindi alle Onlus partner.
L'ecologia corre su internet....
Iscriviti a:
Post (Atom)








