sabato 8 ottobre 2011

MICROEOLICO E MINIEOLICO

Ma chi lo dice che per produrre energia eolica ci vogliano grandi impianti con un alto impatto sull'ambiente e sull'ecologia?

MICROEOLICO

Il microeolico può essere la soluzione, si tratta di impianti di piccole dimensioni che producono pochi kw, ma che possono essere posizionati anche in luoghi non allacciati alla rete elettrica. Quelli che vengono definiti in gergo impianti "stand alone".

Gli impianti eolici di piccola taglia vanno combinati a sistemi di accumulo (le batterie) e si possono integrare con pannelli fotovoltaici o altre fonti green (i cosiddetti sistemi ibridi) che possono colmare il fabbisogno energetico di un’abitazione in area remota, lasciando al vecchio e poco ecologico generatore diesel solo la funzione di soccorso.

MINIEOLICO

Con il minieolico invece si entra in una scala più industriale per quanto riguarda la produzione di energia elettrica.
In questo caso infatti i generatori raggiungono i 200 kw e secondo le stime dell’ ANEV,la potenza installata in Italia si aggira in questo caso attorno ai 5.744 kW
Poco tempo fa, a conferma della vivacità del settore, è stata certificata la prima turbina minieolica italianaLibellula 55, che, come recita il nome, vanta una potenza di 55 kW. “Produce energia sufficiente per decine di famiglie ed è quindi adatta ad aziende, non utenze isolate”, racconta Lorenzo Partesotti, A.D. di ARIA, la società livornese che la produce. “Ce ne sono una ventina già installate e altrettante in produzione. Aiutano le aziende in crisi che diventano anche coltivatrici di vento. E non è escluso che possano essere utili in alcune isole minori, con complessi sistemi di accumulo a disposizione’’


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sabato 1 ottobre 2011

FINCANTIERI PER I RIFIUTI

Potrebbe passare anche dalla gestione del ciclo dei rifiuti il rilancio della FINCANTIERI.

E’ stato presentato il 26 settembre 2011, presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II, il progetto “Plasmare”, per la realizzazione di impianti su navi costruite dalla FINCANTIERI per il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Il progetto è ideato e promosso da Fincantieri attraverso il suo centro di ricerca applicata Cetena (Centro per gli Studi di tecnica navale).

Il progetto “Plasmare”, in fase avanzata di sviluppo, prevede la costruzione di due piattaforme galleggianti non autopropulse da posizionarsi in acque “protette”: la prima dedicata alla ricezione dei rifiuti solidi urbani con produzione di cdr (smaltimento di circa 400 tonnellate al giorno di rifiuti solidi urbani), e la seconda per la gassificazione dello stesso prodotto tramite l’utilizzo di tecnologia al plasma in grado di recuperare energia dal gas di sintesi prodotto.

Il progetto, contribuendo in maniera ECOLOGICA alla soluzione del problema dei rifiuti, offrirebbe evidenti vantaggi: emissioni inquinanti solide e gassose prossime allo zero, tempi di realizzazione brevi, costi di realizzazione ed operativi contenuti e certi, limitato impatto sul territorio grazie alla possibilità di localizzare gli impianti in opportune aree portuali dismesse o abbandonate.

Insomma l'ecologia e il rispetto per la natura potrebbero essere uno sbocco interessante per la FINCANTIERI.

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sabato 24 settembre 2011

FOTOVOLTAICO : COSTI IN CALO


Costano meno i pannelli, ma anche effetti politiche energie pulite

 Il prezzo degli impianti fotovoltaici è in forte calo, almeno negli Stati Uniti. 

Lo riferisce il rapporto "Tracking the Sun IV: An Historical Summary of the Installed Cost of Photovoltaics in the United States from 1998 to 2010", realizzato dal Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL): nel 2010 il prezzo del fotovoltaico negli impianti residenziali è sceso in media del 17% e nella prima metà del 2011 dell'11%.
 Secondo il rapporto, il fenomeno è dovuto almeno in parte al calo dei prezzi dei pannelli fotovoltaici. Ma altre cause sono altrettanto importanti: fra il 2009 e il 2010 sono diminuiti del 18% i costi non legati ai pannelli, per esempio quelli degli inverter, delle operazioni di installazione, del marketing. 
Secondo gli esperti dell'LBNL, la riduzione di questi costi è significativa perché sono quelli più direttamente influenzati dalle politiche in favore delle energie pulite. Una conseguenza del calo dei prezzi è stata invece la diminuzione degli incentivi, che sono stabiliti in proporzione al costo degli impianti. Questa riduzione a sua volta ha attenuato la flessione dei prezzi: il calo medio è stato di 29 centesimi di euro al watt per gli impianti residenziali e di 59 centesimi per quelli industriali. Senza la riduzione degli incentivi, la diminuzione sarebbe stata di 74 centesimi e 1,11 euro rispettivamente. 

In generale gli impianti di dimensioni maggiori hanno costi in proporzione più bassi. Nel 2010 negli Stati Uniti il costo medio è stato di 7,2 euro al watt per gli impianti con una potenza inferiore a 2 kW, di 3,8 euro per quelli oltre 1 MW e addirittura inferiore a 3 euro per le grandi centrali industriali. Anche dal punto di vista geografico il rapporto segnala varie differenze: a seconda dei vari Stati americani, il costo di un impianto di potenza inferiore a 10 kW può variare da 4,7 a 6,2 euro al watt. TM News



Tratto da:  
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/421549/

domenica 18 settembre 2011

NUOVE PROFESSIONI PER L'ECOLOGIA

Roma, 16 set. - (Adnkronos) - Il 40% delle professioni sono nel pieno di una rivoluzione green, mentre il 90% delle aziende chiede ai propri dipendenti competenze verdi. A sottolinearlo è Marco Gisotti, esperto ci comunicazione sostenibile e autore del libro '100 professioni green'. Gli specialisti del lavoro sostenibile -spiega- non sono solo nel settore delle rinnovabili. Ormai dal riciclo alle foreste, dall'agricoltura alla cucina, dalla comunicazione al turismo ambientale sono tanti i lavori e le professioni green.

Nel settore delle energie rinnovabili una figura centrale è l'energy manager. E' obbligatorio per gli enti pubblici e le imprese che consumano più di 1.000 tep di energia l'anno. Si occupa della promozione del risparmio energetico nella struttura in cui lavora come dipendente o consulente esterno. Vi è poi l'esperto progettazione energie rinnovabili: gestisce e coordina la progettazione di sistemi di energia rinnovabile. Analizza il territorio e valuta l'impiego delle diverse tecnologie a seconda dei diversi contesti.

Una figura multisciplinare è il geometra ambientale si occupa di efficienza energetica, fonti rinnovabili ed edilizia sostenibile. Nel campo del risparmio energetico abbiamo il certificatore energetico. Figura importante da quando la certificazione del risparmio energetico a seguito di interventi di ristrutturazione degli immobili è indispensabile per accedere alla detrazione Irpef del 55% sulle spese sostenute.

Diverse le figure green nella comunicazione. L'account verde ha un ruolo chiave nei processi di marketing ambientale. Lavora nella comunicazione e cura la relazione con il cliente. Serve profonda conoscenza delle tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile. Altra figura della comunicazione è l'art director verde. Lavora a stretto contatto con le altre figure di marketing e si occupa della valorizzazione degli aspetti di sostenibilità del prodotto.

Vi è poi l'ecocool hunter, figura estrema del marketing e della moda: si occupa di individuare le nuove ecotendenze legate all'innovazione dei materiali e dei processi ecosostenibili. Il green copywriter cura i testi delle campagne pubblicitarie con attenzione ai contenuti ambientali. L'ecobrand manager invece è il responsabile della progettazione e promozione di una linea di prodotti sostenibili. Elabora il piano di marketing e comunicazione e cura le relazioni con le agenzie di pubblicità. Infine l'ecoblogger, cura per sè o per una agenzia un blog scientifico-ambientalista sul web.

Nella progettazione abbiamo l'ecoindustrial designer: è specializzato nella progettazione di oggetti per le auto e l'arredo con una vocazione verde. Il disegnatore stabilisce i materiali da usare la loro ergonomia e, la sicurezza con cura alla sostenibilità. Vi è poi l'ingegnere per l'ambiente che progetta e pianifica secondo i criteri dello sviluppo sostenibile. L'ecodesigner d'interni cura e progetta gli spazi e la disposizione degli oggetti nella case e negli uffici. Rispetto all'architetto presta maggiore attenzione all'impatto estetico e artistico. L'architetto paesaggista si occupa invece della progettazione e organizzazione degli spazi apertti: dal giardino al parco fino al paesaggio vero e proprio.

Nell'agricoltura abbiamo l'agricoltore bio che produce nel rispetto dei disciplinari del biologico. Serve buona conoscenza della normativa e dei regolamenti del settore. Sempre più fondamentale in agricoltura il climatologo. Studia l'evoluzione dei sistemi climatici sia locali che globali in relazione al ciclo produttivo e alle produzioni del territorio.

Altra figura green del settore agricolo è l'agronomo. Presta assistenza tecnica alle aziende di produzioni vegetali e di allevamenti. Il suo ruolo è importante anche nella pianificazione e gestione di ambienti naturali e in particolare di quelli boschivi. Vi è poi il botanico che raccoglie e analizza piante, semi, pollini per studiare la diffusione delle specie e la frequenza degli incroci fra le diverse varietà. L'ecologo vegetale si occupa di censimenti floristici. Compie rilievi ed elabora dati statistici compilando anche liste delle specie minacciate e relativi interventi di tutela.

Numerosi i mestieri rivisitati in chiave green: si va dall'ecoparrucchiere all'ecochef. A lanciare la moda dei parrucchieri ecocompatibili una iniziativa l'Oreal - Federparchi. In pratica vengono adottati accorgimenti per ridurre il consumo di energia e acqua nei saloni. L'ecochef è il responsabile della cucina nei ristoranti 'bio'. Cura i menù e l'organizzazione privilegiando i prodotti naturali del territorio e quelli prodotti con tecniche bio.

Nel turismo abbiamo il manager del turismo sostenibile: coordina e sviluppa le attività legate al turismo ambientale. Collabora sul territorio con i soggetti preposti alla conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio naturalistico. Mentre nella mobilità sostenibile abbiamo il mobility manager: figura obbligatoria in tutte le imprese e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti in una unica unità produttiva o 800 in più siti. Si occupa degli spostamenti dei dipendenti con l'obiettivo di ridurre l'uso dell'auto privata. L'animatore ambientale organizza tempo libero e attività escursionistiche di giovani e giovanissimi durante i campi vacanza naturalistici. Oltre ad essere una guida è anche un educatore ambientale.

Nel settore delle professioni troviamo l'assicuratore ambientale: si occupa di prodotti assicurativi 'eco' volti alla tutela dai danni ambientali. Vi sono poi l'avvocato ambientale, che fornisce consulenze in materia di tutela dell'ambiente, il biologo ambientale che si occupa delle risorse biologiche nei sistemi naturali. Valuta i rischi connessi alle alterazioni dell'ambiente e pianifica gli interventi di recupero, tutela e valorizzazione degli ecosistemi soprattutto per quanto riguarda le aree protette.

Il biologo marino invece si occupa dello studio degli ambienti marini. Il chimico ambientale progetta e sviluppa nuovi prodotti. Si occupa anche del controllo ambientale e dei processi di trattamento ed eliminazione dei residui di lavorazione. L'idrogeologo si occupa di rilevamenti finalizzati alla valutazione, sfrutatmento e salvaguardia delle risorse idriche sotterranee.

Tra le figure legate alla difesa dell'ambiente il manager del governo del territorio: si occupa della difesa del suolo e della salvaguardia del patrimonio ambientale e della valorizzazione delle risorse idriche e agroforestali. L'operatore faunista si occupa del censimento della fauna, della predisposizione degli ambienti in cui allevarla. Progetta la reintroduzione e il ripopolamento della fauna e la ricostruzione degli habitat distrutti.

L'educatore ambientale promuove la partecipazione dei cittadini alla gestione sostenibile del territorio. Svolge un ruolo di formatore e collabora con gli enti locali nella realizzazione di progetti per il miglioramento del verde urbano e nel recupero delle aree degradate. Il geologo ambientale si occupa dell'individuazione e monitoraggio delle anomalie geochimiche e altri fenomeni di inquinamento e contaminazione. Ricerca e progetta soluzioni tecnica per la bonifica e la limitazione dei danni.

L'ecoauditor cura il rispetto delle norme abientali nelle imprese. Verifica anche la tipologia dei rifiuti prodotti, le emissioni gassose , i consumi di acqua e quelli energetici. Vi è anche il diplomatico dell'ambiente: in Italia è una figura misconosciuta mentre in Europa ha un ruolo importante con competenze specifiche per partecipare ai summit sui temi dell'ambiente. Tra le altre figure legate al green segnaliamo infine il product manager sostenibile, il promotore finanziario verde, il risk manager ambientale, lo statistico ambientale, lo stilista di moda sostenibile, il tecnico impianti sostenibili, il valutatore di impatto ambientale genetico e lo zoonomo sostenibile.
Fonte: http://www.libero-news.it/news/823656/Da-ecochef-a-mobility-manager-sono-cento-le-professioni-green----.html

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sabato 17 settembre 2011

GIAPPONE PUNTA SU EOLICO OFFSHORE

Uno dei settori su cui il Giappone ha deciso di puntare per il suo futuro energetico è quello dei parchi eolici offshore con turbine galleggianti: cioè impianti montati su strutture flottanti anziché sul fondale marino.
Middelgrunden wind farm 2009-07-01 edit filtered2
By Middelgrunden_wind_farm_2009-07-01_edit_filtered.jpg: Photo, noise reduction, crop, rotation by Kim Hansen. Dust spot removal, color adjustment by Richard Bartz derivative work: Ilmari Karonen [CC-BY-SA-3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

 Nei giorni scorsi il governo ha annunciato il progetto per la realizzazione di un parco eolico galleggiante al largo della costa settentrionale del Paese. L'investimento previsto è compreso tra 100 e 200 milioni di euro per una potenza ancora da definire, ma è solo il primo passo per sviluppare la capacità di sfruttare le risorse eoliche della zona.

L'obiettivo è arrivare a 1000 MW di potenza entro il 2020 tra impianti a terra e offshore. La scelta si basa su diversi motivi: innanzitutto la decisione di potenziare il contributo delle fonti rinnovabili, presa dopo l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima.

 Inoltre, grazie alla propria eccellenza tecnologica, il Giappone conta di acquisire una posizione di leadership nel settore: il governo ha affermato di voler promuovere una grande espansione dell'industria nazionale specializzata.

 I parchi eolici offshore vengono incontro a un problema caratteristico del Paese: l'alta densità di popolazione e quindi la scarsa disponibilità di terra. Le turbine galleggianti sono anche adatte alla conformazione delle coste giapponesi, perché consentono di impiantare parchi eolici offshore anche dove la profondità del mare è proibitiva per le pale eoliche fisse. È per questo che i progetti di questo tipo sono in corso di sviluppo in Paesi caratterizzati da acque costiere profonde: per esempio la Norvegia, la Spagna e la Francia.

 La popolarità dell'energia eolica in Giappone ha avuto un picco recentemente, quando il parco eolico offshore di Kamisu, sulla costa orientale, ha resistito al terremoto e allo tsunami dell'11 marzo. Nei giorni successivi alla catastrofe le turbine di Kamisu, montate sul fondale a brevissima distanza dalla costa, hanno così contribuito con i loro 14 MW di potenza a fornire elettricità alla regione devastata. TM News

Il mare può diventare una miniera per le fonti rinnovabili? Oltre all'energia dalle onde si possono trovare altri modi come questi parchi eolici, un ottimo esempio di utilizzo, grazie alla tecnologia, alle fonti rinnovabili che rispettano l'ecologia e la natura.

sabato 10 settembre 2011

IL PESO DEI PRODOTTI SULL'ECOLOGIA

Quanto pesa uno spazzolino da denti?
Un chilo e mezzo !!
E' il peso che ha lo spazzolino sull'ecologia e sulla natura considerando la somma dei materiali necessari a produrlo, l'energia usata per la sua produzione e per il suo smaltimento.
Questo sostiene Cristina Gabetti, giornalista di "Striscia la notizia", che ha snocciolato queste cifre durante il talk show della quarta giornata di 'Climaticamente' a Trento.

Ragionando in questo modo una carta di credito, che ha un peso effettivo di soli 0,09 grammi ha un peso sull'ecologia di 20 kg. E il piccolo cellulare che usate ogni giorno pesa ben 75 kg.

In questa ottica si possono valutare meglio anche le esternalità negative, come direbbero gli economisti, che ha la produzione di tutti i manufatti.
Questi costi non rientrano per esempio nel calcolo del PIL di un paese (come già diceva Robert Kennedy nel 1968) ma influiscono in maniera significativa sul tenore di vita delle persone e sulla natura.
Questo non vuol certo dire che non dobbiamo più acquistare tecnologia o utilizzare carte di credito, ma sicuramente può aiutare a prendere atto dell'influenza dei nostri comportamenti quotidiani di acquisto sull' ecologia e la sulla natura. Magari potremmo iniziare a limitare gli acquisti al necessario limando il superfluo?

Ma anche l'ottimizzazione dei cicli produttivi e di smaltimento dei rifiuti può ridurre la differenza tra il peso reale di un oggetto ed il suo peso sull' ecologia e la natura. Questi processi virtuosi devono essere messi in atto dalle aziende,  incentivati dai governi.

domenica 4 settembre 2011

ENERGIA DALLE ONDE

Le energie rinnovabili sono il futuro. Al momento non sono ancora molto efficienti, ma utilizzando i mari, i fiumi, il vento e il sole insieme possiamo produrre molta energia. Aspettando che la tecnologia si evolva e permetta alle fonti rinnovabili di essere competitive.

L'energia dalle correnti si produce già da alcuni anni sfruttando il passaggio dell'acqua spinta dalle correnti attraverso le turbine. Quindi il modo di produrre energia dalle correnti non è molto diverso da quello dell'energia idroelettrica.
Ma la tecnologia per produrre energia elettrica in modo pulito dalle onde è ancora giovane.

I sistemi per sfruttare l'energia delle onde in modo da non danneggiare la natura sono diversi:





- ci sono dei sistemi che sfruttano una COLONNA D'ACQUA in cui vengono inserite delle turbine.
Il turbogeneratore ha la proprietà di mantenere lo stesso senso di rotazione indipendentemente dalla direzione del flusso d’aria, quindi le turbine ricevono la spinta sia nella fase di compressione che in quella di decompressione. I produttori di questo tipo di generatori di elettricità da onde del mare sono Energetech  e  Wavegen . 
Gli impianti a colonna d'acqua sono progettati per una potenza di 2 MW e non sono necessariamente costieri. Con piattaforme al largo si potrà raccogliere la spinta, ben più elevata, delle onde lunghe del mare.



E.ON Pelamis P2, Orkney- ci sono poi dei sistemi con APPARATI GALLEGGIANTI come si vede anche nella seconda parte del filmato di Euronews. Il sistema Pelamis  è un lungo serpente metallico che attraverso i suoi snodi
E.ON Pelamis P2, OrkneyPistone sistema pelamis
e con dei pistoni idraulici collegati ai generatori trasforma l'energia delle onde in energia elettrica.In genere la singola struttura è composta da 5 elementi congiunti , ha un diametro di 3,5 m ed è lungo 150 metri , la potenza è di 750 kW.

-C'è poi anche un progetto italiano per FRANGIFLUTTI a recupero energetico

E' un sistema frangiflutto in grado di attuare anche lo sfruttamento della forza d'urto delle onde del mare per produrre energia elettrica. Si tratta di una struttura del tutto simile a quelle in corso di sperimentazione da molto tempo ma dalle quali si distingue per la presenza di un serbatoio idropneumatico, finora mai utilizzato in applicazioni del genere ma che si ritiene essere in grado di regolarizzare il flusso e cioè di trasformare un'energia pulsante come quella delle onde in energia che si mantiene costante per periodi di una durata compatibile con una sua utilizzazione ai fini idroelettrici.

www.altratecnicabis.3000.it
www.it.geocities.com/altratecnica/idromarea.html






Visto che la forza del mare ha plasmato le coste di tutto il mondo perché non utilizzarne la potenza per produrre energia rispettando l'ecologia e la natura? Vista la grandezza e la forza del mare è da qui che in futuro potrebbe venire un grosso contributo allo sviluppo delle energie rinnovabili. 
Sicuramente lo sviluppo tecnologico che sta dietro a queste innovazioni potrà in futuro produrre nuovi posti di lavoro e sviluppo. Sfortunatamente come si vede l'Italia non è ai primi posti nella ricerca per ottenere energia delle onde.




Per approfondire:




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sabato 3 settembre 2011

ENERGIA IDROELETTRICA

L'energia idro-elettrica è molto sviluppata nel nord Italia grazie alla grande presenza di corsi d'acqua  con importanti salti e cascate. L'energia idroelettrica rappresenta sicuramente, ad oggi, l'energia alternativa più efficiente e ovviamente rappresenta un modo di produrre energia che rispetta l'ecologia e la natura. Questo tipo di energia è già una realtà con centrali anche di grandi dimensioni, nei prossimi anni però il mini idrico potrà diventare una valida alternativa alle grandi centrali nucleari.
Bisogna anche dire che soprattutto le micro centrali idroelettriche hanno un basso impatto anche paesaggistico rispetto anche ad altre fonti alternative come l'eolico che richiede grandi pale per produrre quantità di energia accettabili.


Per energia idroelettrica si intende quel tipo di energia che sfrutta il movimento di masse di acqua per produrre energia cinetica e quindi, grazie a una turbina accoppiata ad un alternatore l'energia elettrica. 

È la principale risorsa alternativa al petrolio usata in Italia. L'energia idroelettrica garantisce circa il 15% del fabbisogno energetico italiano. La sua importanza in passato fu molto più grande perché dagli inizi del XX secolo sino al primo dopoguerra l'energia idroelettrica rappresentava la stragrande maggioranza dell'energia prodotta in Italia arrivando anche a toccare punte di pochi punti percentuali sotto al 100%. 
tratto da wikipedia.






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venerdì 2 settembre 2011

RADIOATTIVITA' A FUKUSHIMA

A quasi sei mesi dal terremoto e dal conseguente incidente nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi, il Ministero dell’Istruzione giapponese ha reso noti i risultati di un’indagine condotta per determinare i livelli di contaminazione radioattiva del suolo in un raggio di quasi 100 km dalla centrale. I risultati non sono rassicuranti: su 2.200 aree analizzate tra giugno e luglio da un esercito di 400 ricercatori, 33 presentano livelli di cesio-137 superiori ai 1,48 milioni di becquerel per metro quadro. Numeri superiori persino a quelli del dopo Chernobyl, nel 1986.

Nuclear power
Dal momento che le 33 aree si trovano all’interno della zona off limits - i famosi 20 chilometri di raggio dalla centrale - il governo giapponese cerca di tranquillizzare i cittadini: il rapporto confermerebbe solo ciò che già si sapeva, e le persone più a rischio sono già state allontanate. Quindi, secondo le autorità, non ci sarebbe alcun motivo di cambiare i piani di evacuazione stabiliti.

Non tutti, però, condividono questo ottimismo. Secondo Mamoru Fujiwara, professore di fisica nucleare all’università di Osaka, il governo dovrebbe invece adottare una politica più aggressiva. “ Le autorità, la Tepco e la prefettura dovrebbero sgombrare urgentemente e in modo permanente le aree contaminate, piuttosto che prevedere per gli sfollati alloggiamenti temporanei in attesa di un ritorno alle loro case”, ha detto Fujiwara al Wall Street Journal.

La preoccupazione del fisico non sembra essere infondata. Oltre alle 33 aree fortemente radioattive, infatti, in altre 132 si sono registrate concentrazioni di cesio-137/134 intorno ai 555mila becquerel per metro quadro. Ricordiamo che il cesio-137 ha una emivita di circa 30 anni, mentre il cesio-134 di 2 anni. Ciò significa che servirà molto tempo prima che gli elementi esauriscano la loro radioattività, e gli effetti sull’ambiente continueranno a farsi sentire anche in seguito. In più, c’è il pericolo che le operazioni di bonifica avviate dal governo non siano efficaci quanto sperato, a causa del vento e delle piogge che potrebbero muovere altro cesio dalle zone montuose o dalle foreste.

I problemi non finiscono qui. Lo scorso 29 agosto, nella prefettura di Gunma, a nord di Tokyo, è stato pescato un pesce in cui sono state rivelate concentrazioni di cesio superiori alla norma. È il primo caso del genere registrato al di fuori della prefettura di Fukushima; cresce, dunque, anche la preoccupazione per l’avvelenamento della catena alimentare.

C’è poi il problema della sicurezza degli operai che lavorano per bonificare i reattori della centrale. Martedì, la Tokyo Electric ha reso noto che un operaio sulla quarantina è morto di leucemia acuta dopo aver lavorato per 7 giorni nella centrale. Ma la Tepco afferma che la sua morte non ha nulla a che fare con le radiazioni.

I ministeri della Salute e del Lavoro, nel frattempo, stanno pensando di abbassare il limite legale del livello di esposizione alle radiazioni per gli operai della centrale: dai 250 millisieverts per anno ai 100 millisieverts (ai primi si fa solitamente riferimento in situazioni in cui siano in pericolo vite umane, ai secondi nel caso in cui si tratti di proteggere oggetti o proprietà).

Intanto, il governo giapponese ha dato il via libera alla creazione di un fondo per il risarcimento di tutti i danni, morali e materiali, causati alla popolazione dall’ incidente nucleare. Dovrebbe trattarsi del corrispettivo in yen di circa 90 miliardi di euro. Il fondo, finanziato dalle tasse degli stessi cittadini nonché da società statali, sarà utilizzato dalla Tokyo Electric per rimborsare le oltre 80mila persone che dall’11 marzo, giorno del terremoto, sono state evacuate. Naturalmente, negli anni a venire, la Tokyo Electric dovrà restituire allo Stato tutti i soldi presi in prestito per evitare la bancarotta.

“ Chiediamo nuovamente scusa per ciò che è successo a Fukushima", ha detto Naomi Hirose, l’amministratore delegato della Tokyo Electric. Agli sfollati che ancora vivono in alloggi temporanei, la Tokyo Electric ha promesso di mobilitare un esercito di 6.500 impiegati: a partire dal 12 settembre, inizieranno a raccogliere le richieste di rimborso che dovrebbero essere pagate a ottobre.

Per prima cosa verranno rimborsati i danni psicologici e materiali (mancati redditi o spese sostenute per l’evacuazione e l’alloggio) riconducibili al periodo che va dall’11 marzo al 31 agosto. Poi, a intervalli di tre mesi, la Tokyo Electric comincerà ad accettare le richieste di rimborso per i danni alle proprietà. Tutto questo previa consegna, da parte delle vittime, di ricevute, documenti e ricette mediche che provino i danni subiti. A quanto potrebbero ammontare i risarcimenti? Si parla di 45 euro (5mila yen) a persona per le spese di evacuazione all’interno della prefettura, e sino a 72 euro (8mila yen) al giorno per le spese di alloggio. Secondo i calcoli della Tokyo Electric, una tipica famiglia di quattro persone in cui il capofamiglia ha uno stipendio mensile di circa 2.400 euro riceverà intorno ai 40.500 euro di risarcimento per i danni subiti.

fonte Wired

Idee per approfondire:
 
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mercoledì 31 agosto 2011

LA BARCA ECOLOGICA AD IDROGENO

Si chiama ZéroCo2 la nuova barca idrogeno che rispetta l'ambiente e l'ecologia.

 Dotata di un sistema ibrido con celle a combustibile, la barca genera elettricità grazie alla combinazione dell’idrogeno con l’ossigeno presente nell’aria. Grazie a questa tecnologia non inquinerà neppure durante le manovre di entrata e uscita dal porto. Con 150 litri di idrogeno la barca ha un'autonomia di circa 15 giorni di navigazione.

Il varo si è svolto nel porto turistico di Cala de' Medici, a Rosignano, in provincia di Livorno. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Commissariato francese dell'energia atomica e delle energie alternative, l'università Fourier di Grenoble ed il cantiere navale Fora Marine di La Rochelle.

Il natante è stato realizzato dalla Solvicore, frutto della collaborazione nata nel 2006 tra due imprese, Solvay (che spende ogni anno mezzo miliardo di euro in ricerca e sviluppo) e Umicore, per realizzare attività di ricerca e produzione di assemblaggi di membrane ed elettrodi. Ed è proprio la Solvicore ad aver realizzato le pile a combustibile dell’eco-veliero.

L'ideatore del progetto è Pierre Kermen, ingegnere dell'università di Grenoble, e spiega così la nascita di ZeroCo2: "Bisogna pur trovare una strada per il futuro per dare una risposta alle questioni ambientali".

Marco Martinelli, direttore generale di Solvay Italia, dichiara "Seguendo il percorso già intrapreso con il lancio di Solar Impulse, primo aereo alimentato ad energia alternativa che compirà nel 2012 il giro del mondo a energia solare, abbiamo intrapreso la sfida di creare un veliero a emissioni zero, sostituendo il motore diesel con uno elettrico alimentato a idrogeno. Ciò attraverso lo sfruttamento di prodotti polimerici ad alta tecnologia di nostra produzione e le celle a combustibile prodotte invece dalla società Umicore".

La riduzione dell'impatto ambientale non si limita al motore: strumenti di navigazione, riscaldamento e sistema di controllo del motore funzionano grazie all'energia generata da pannelli fotovoltaici. Il costo complessivo del progetto è stato finora di circa due milioni di euro. Ci sono tuttavia dettagli da limare: serve un approvvigionamento regolare che attualmente è garantito solo da alcune imprese; si stanno inoltre cercando finanziamenti per l’ottimizzazione del motore.

Nonostante gli ultimi ostacoli al prototipo seguiranno altre imbarcazioni che potranno presto solcare i mari. Senza inquinare.

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lunedì 29 agosto 2011

TESLA L'AUTO ELETTRICA

ELON MUSK ha solo quarant'anni, ma è uno degli imprenditori più noti al mondo.

E' diventato famoso per aver inventato il sistema di pagamento PayPal nel 1998 che poi ha venduto a E-Bay. Diventato milionario ha deciso di impiegare la sua fortuna al servizio dell'ecologia e della natura creando una azienda che costruisce auto elettriche.
Ma dimenticate i lenti veicoli elettrici di una volta la Tesla Roadster è una bomba con prestazioni incredibili:
velocità massima: oltre i 200 km /h
da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi
autonomia fino a 392 chilometri (del tutto simile a quella delle normali auto a benzina) e la loro ricarica completa, attraverso le apposite colonnine di rifornimento, dura circa tre ore e mezzo.
L'eventuale ricarica attraverso il normale impianto elettrico di casa necessita invece di 10/15 ore.


Insomma un'auto elettrica sportiva a tutti gli effetti ma senza una goccia di benzina, un'auto che guarda all'ecologia e alla natura.

venerdì 26 agosto 2011

ADESIVI FOTOVOLTAICI

Questa è davvero bella e non la voglio perdere. L'articolo è del sito di WIRED, ma è una bella notizia per l'ecologia e la natura.
Eralos3: adesivi fotovoltaici per ricaricare lo smartphone

L’idea di tre giovani siciliani: “Vogliamo rendere energeticamente indipendente l’individuo”. Ci provano con celle fotovoltaiche leggere, sottili e sagomabili

 di Silvio Gulizia




Può un ingegnere di Catania rivoluzionare il mondo? Con una buona idea e tanto coraggio, forse sì.Giuseppe Suriani l’idea l’ha avuta: creare degli adesivi da appiccicare ovunque per ricaricare i dispositivo elettrici mobili sfruttando la luce del sole, attraverso celle fotovoltaiche ultra flessibili, sagomabili, leggere e a basso costo. Che potrebbero piacere molto anche agli stilisti. Per studiare la tecnologia di quelle che sarebbero diventate le “solar writing” è nata poco più di un anno fa Eralos3, premiata a Mind The Bridge 2010 e capace negli scorsi giorni di vincere il Wind Business Factor, concorso ideato da Wind e TheBlogTV per promuovere e sostenere le startup italiane. Suriani è un trentenne ingegnere microelettronico di Catania con esperienze nella progettazione e sviluppo delle energie rinnovabili. Ha avuto l’illuminazione durante un master del Cnr in scienze dei materiali, in cui ha conosciuto quelli che sarebbero diventati i suoi soci, Salvatore Baggiante e Michele Corselli: “Voglio rendere l’individuo energeticamente indipendente”. 


Com’è nata l’idea? 

“Al master studiavamo tematiche legate alle celle fotovoltaiche non tradizionali e che erano ancora a livello di sola ricerca. Abbiamo capito che si potevano fare celle leggere, flessibili e sagomabili. Siamo sempre più legati ai dispositivi mobili come smartphone, tablet o lettori mp3 e questo accresce la nostra richiesta di energia. Con le solar writing non abbiamo più bisogno di una presa di corrente” .

In città come Milano però il cielo è spesso annuvolato. 

“L’energia che si produce dipende da quanto il sole è forte, certo, ma la nostra tecnologia permette un buona resa anche con il cielo coperto. Se a Catania ti servono un paio d’ore per ricaricare lo smartphone, a Milano ce ne vorranno massimo tre. L’energia solare si distribuisce infatti non solo in maniera diretta, ma anche diffusa e riflessa e le solar writing lavorano molto bene anche con queste componenti” .

Quindi posso usarle anche in ufficio? 

“Esattamente, anche se la luce artificiale è molto meno potente e quindi si allungano i tempi di ricarica. In ogni caso, la possibilità di sagomare i pezzi ci consente di offrire un prodotto accattivante anche dal punto di vista estetico” .

Quanto costa una solar writing? 

“Per un pezzo medio di 20x10 centimetri ipotizziamo un prezzo intorno ai 16 dollari” A che punto è il vostro progetto? 
“Abbiamo realizzato i prototipi in laboratorio e li stiamo testando, per mettere a punto la tecnologia. Abbiamo già depositato il brevetto e stiamo discutendo con investitori americani e con un imprenditore italiano per il finanziamento. Ottenuto quello, entro due anni potremmo cominciare la produzione” .

Che farete in Cina immagino. 
“No, noi vorremmo restare in Italia. Magari in Sicilia, per portare occupazione e ricchezza nella nostra terra. E poi vorremmo mettere a disposizione la nostra esperienza per aiutare a innescare un circolo di conoscenza e capitali di rischio in grado di offrire nuovi orizzonti al nostro Paese. È difficile, ma se non si prova non ci si riuscirà mai” .


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Per saperne di più:



giovedì 25 agosto 2011

EOLICO PER BAMBINI

Un bel video per spiegare ai bambini, e anche agli adulti l'ecologia: come viene sfruttato l'eolico. Un bell'esempio di come far capire in modo semplice la tecnologia che sta dietro alle fonti rinnovabili.

mercoledì 24 agosto 2011

BARCA SOLARE

Bella questa barca ibrida elettrica e solare! Soprattutto ecologica per chi ama la natura, il prezzo non è bassissimo dai 10.000 ai 15.000 euro, ma per l'ecologia questo ed altro....



Per maggiori info http://www.gardasolar.com

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lunedì 22 agosto 2011

EOLICO

L'eolico o energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in elettrica. Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione è stata anche la prima fonte energetica rinnovabile usata dall'uomo.

I primi mulini a vento europei pompavano acqua o muovevano le macine per triturare i cereali. In Olanda erano utilizzati per pompare l'acqua dei polder, migliorando notevolmente il drenaggio dopo la costruzione delle dighe. I mulini olandesi erano i più grandi del tempo, divennero e rimasero il simbolo della nazione. Questi mulini erano formati da telai in legno sui quali era fissata la tela che formava, così, delle vele spinte in rotazione dal vento. Nel corso del XIX secolo entrarono in funzione migliaia di mulini a vento sia in Europa, sia in America, soprattutto per scopi di irrigazione. In seguito, con l'invenzione delle macchine a vapore, vennero abbandonati per il costo del carbone, allora a buon mercato. Negli anni settanta l'aumento dei costi energetici ha ridestato l'interesse per le macchine che utilizzano la forza del vento. Così molte nazioni hanno aumentato i fondi per la ricerca e lo sviluppo dell'energia eolica.

Grazie ai recenti sviluppi tecnologici l'energia eolica inizia ad essere economicamente vantaggiosa. Il costo di installazione è relativamente basso, se raffrontato ad altre tecnologie.
tratto da: wikipedia


L'eolico è una fonte rinnovabile non inquinante che rispetta la natura. La tecnologia eolica è matura anche se oggi si scontra con l'ecologia del paesaggio, in molti posti le fattorie eoliche vengono osteggiate perchè minano la bellezza del paesaggio.
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sabato 20 agosto 2011

LA FUSIONE NUCLEARE

La fusione nucleare fredda è da molti anni quasi una chimera, riuscire a produrre energia nucleare senza le scorie nucleari. Una buona notizia per la natura e l'ecologia.
La grande differenza rispetto alla fissione nucleare è che nella fusione nucleare fredda due nuclei di due atomi si uniscono per crearne di più pesanti.
La fusione nucleare ha il grande vantaggio per la natura di non produrre scorie o radiazioni e per l'economia di essere una fonte di energia praticamente illimitata.
In prima linea questa volta sembra essere proprio la ricerca italiana, in particolare dagli esperimenti del fisico Sergio Focardi e dell'imprenditore Andrea Rossi è nato il  primo catalizzatore in cui verrebbe creata la fusione fredda. I due hanno brevettato la loro scoperta, e a fine 2011 dovrebbe partire la prima "centrale nucleare a fusione" del mondo chiamata E-CAT (Energy Catalizer).
Il progetto risale a 20 anni fa ma con componenti molto meno performanti i risultati erano stati molto deludenti. Oggi invece Focardi e Rossi sarebbero riusciti ad ottenere attraverso la fusione nucleare 200 volte più energia di quella immessa per innescare la fusione.





Qualche perplessità sul progetto esiste perché i due italiani non hanno reso noto tutti i particolari del progetto che è ancora in fase di brevetto internazionale e poi perché Rossi in passato è stato implicato in un progetto (con la società Petroldragon) che avrebbe dovuto convertire i rifiuti in petrolio ma che in realtà non è mai andato a buon fine, facendo anche intervenire la magistratura.

Questa volta però il progetto della fusione nucleare di Rossi e Focardi è stato controllato anche da scienziati svedesi che hanno dichiarato di non aver riscontrato nulla che potesse far pensare a frodi.

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mercoledì 17 agosto 2011

LA TERRA CANCELLATA

Secondo il rapporto annuale del Centro di Ricerca sui Consumi del Suolo di INU, Legambiente e del Politecnico di Milano, in Italia, ogni anno occupiamo 500 km quadrati di suolo. Un caso da record è la provincia di Olbia -Tempio cementificata al ritmo di 25 metri quadri per abitante all'anno, sei volte quello già catastrofico della Lombardia.

Ruhrgebiet industrieSi tratta di trovare un equilibrio, difficile, tra lo sviluppo economico e la conservazione del paesaggio naturale. Un caso emblematico è quello della Provincia di Torino, dove la grande multinazionale del mobile Ikea voleva insediare un nuovo centro commerciale. L'azienda voleva edificare su un'area di 160.000 metri quadrati di campi agricoli. La provincia ha proposto di ristrutturare una zona dismessa ma i costi per l'Ikea erano troppo alti per cui ha rinunciato all'insediamento che avrebbe portato 300 nuovi posti di lavoro.
Perché la politica non è riuscita a trovare una mediazione tra il profitto e l'ecologia?

Io sono tra quelli spaventati per la crescita spropositata del fotovoltaico su quelli che una volta erano campi coltivati e spesso mi chiedo perché quei pannelli fotovoltaici non si possano mettere sui tetti immensi delle zone industriali.

L'Italia non ha grandi spazi e quel poco terreno naturale che abbiamo lo stiamo consumando sempre più velocemente, bisogna trovare una sintesi tra esigenze dello sviluppo e esigenze della natura.

Ma come?

venerdì 12 agosto 2011

FUGA RADIOATTIVA DA SOTTOMARINO CINESE

Il ministro degli Esteri sudocoreano ha chiesto spiegazioni sulla presunta fuga radioattiva che si sarebbe verificata venerdì 29 luglio al porto di Dalian, nella Cina settentrionale.
Beijing ha replicato che non è "a conoscenza dell'incidente" e che non si tratta di questioni che ricadono sotto la loro giurisdizione. Le voci sulla presunta fuga di materiale radioattivo sono comparse inizialmente su Boxun.com, sito internet in cinese ma realizzato negli Stati Uniti.
Boxun cita "una fonte militare diretta ed esclusiva" e riporta che l'incidente sarebbe avvenuto nella base navale di Xiapingdao. La notizia è stata diffusa anche dalla stazione televisiva Phoenix Tv, con sede a Hong Kong, ma secondo l'agenzia Agi China la maggior parte delle pagine web che riportavano tale notizia sono state censurate.
La Cina possiede almeno 70 sottomarini, di cui almeno 6 alimentati da energia nucleare. In passato il sito Boxun aveva rivelato sia notizie scomode per il governo di Beijing, sia informazioni rivelatesi infondate.
Il quotidiano sudcoreano Donga Ilbo riporta che il ministero degli Esteri sta cercando risposte attraverso canali diplomatici ma, aggiunge, "un incidente di questo genere non può essere confermato facilmente".

fonte http://it.peacereporter.net/articolo/29860/Cina,+giallo+su+fuga+radioattiva+da+sottomarino

mercoledì 10 agosto 2011

IL PETROLIO ITALIANO

Pubblico l'articolo che Laura Pulici ha scritto su oggiscienza.
L'articolo parla del rischio per l'ecologia di nuove trivellazioni per la ricerca di petrolio nei mari italiani.


Rapporto "Un mare di trivelle" di Legambiente
AMBIENTE – Trentamila chilometri quadrati di mare rischiano la realizzazione di nuove piattaforme petrolifere. L’allarme è lanciato da Legambiente che nel recente rapporto “Un mare di trivelle” ha fotografato la situazione della trivellazione marina nel nostro Paese.
A guidare l’assalto sarebbero soprattutto le compagnie petrolifere straniere, attirate dalle condizioni molto vantaggiose per la ricerca e l’estrazione del petrolio.  Al 31 maggio 2011 l’Italia ha rilasciato 117 permessi di ricerca di idrocarburi: 92 in terraferma e 25 in mare. Nuove trivelle che potrebbero, quindi, aggiungersi alle 9 piattaforme attuali. E il numero potrebbe aumentare ulteriormente: ci sono infatti 39 nuove richieste di ricerca al vaglio.
Varrebbe la pena chiedersi se ci sia una convenienza economica nell’investire nella ricerca del petrolio nei mari italiani. Secondo i dati dell’Opec, l’Italia detiene meno dell’0,1% delle riserve mondiali di oro nero. Le stime del ministero dello Sviluppo economico parlano di 187 milioni di tonnellate che, al tasso di consumo del 2010 pari a 73,2 milioni di tonnellate l’anno, sarebbero sufficienti per soli 30 mesi.

Inoltre Legambiente esprime la propria preoccupazione per un disegno di legge in discussione in Parlamento per l’adozione di un Testo Unico sulla ricerca e la coltivazione degli idrocarburi. Un provvedimento che prevede la semplificazione dell’iter autorizzativo, escludendo motivazioni di carattere ambientale.
Cercare il petrolio nei nostri mari sembra essere molto conveniente per le compagnie straniere sia per le condizioni fiscali vantaggiose, sia per la legislazione favorevole, come hanno sottolineato le analisi della Northern Petroleum Plc e della Cygam Energy Inc. Poco importa se un incidente nel Mediterraneo, un mare chiuso, avrebbe conseguenze drammatiche. A poco più di un anno di distanza dal disastro della marea nera nel Golfo del Messico, i danni ambientali prodotti dalla fuoriuscita di greggio sembrano un lontano ricordo.
Confronto disastri petroliferi

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lunedì 8 agosto 2011

FUSIONE NULEARE

La fusione nucleare fredda è da molti anni quasi una chimera, riuscire a produrre energia nucleare senza le scorie nucleari. Una buona notizia per la natura e l'ecologia.
La grande differenza rispetto alla fissione nucleare è che nella fusione nucleare fredda due nuclei di due atomi si uniscono per crearne di più pesanti.
La fusione nucleare ha il grande vantaggio per la natura di non produrre scorie o radiazioni e per l'economia di essere una fonte di energia praticamente illimitata.
In prima linea questa volta sembra essere proprio la ricerca italiana, in particolare dagli esperimenti del fisico Sergio Focardi e dell'imprenditore Andrea Rossi è nato il  primo catalizzatore in cui verrebbe creata la fusione fredda. I due hanno brevettato la loro scoperta, e a fine 2011 dovrebbe partire la prima "centrale nucleare a fusione" del mondo chiamata E-CAT (Energy Catalizer).
Il progetto risale a 20 anni fa ma con componenti molto meno performanti i risultati erano stati molto deludenti. Oggi invece Focardi e Rossi sarebbero riusciti ad ottenere attraverso la fusione nucleare 200 volte più energia di quella immessa per innescare la fusione.





Qualche perplessità sul progetto esiste perché i due italiani non hanno reso noto tutti i particolari del progetto che è ancora in fase di brevetto internazionale e poi perché Rossi in passato è stato implicato in un progetto (con la società Petroldragon) che avrebbe dovuto convertire i rifiuti in petrolio ma che in realtà non è mai andato a buon fine, facendo anche intervenire la magistratura.

Questa volta però il progetto della fusione nucleare di Rossi e Focardi è stato controllato anche da scienziati svedesi che hanno dichiarato di non aver riscontrato nulla che potesse far pensare a frodi.

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