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mercoledì 31 agosto 2011

LA BARCA ECOLOGICA AD IDROGENO

Si chiama ZéroCo2 la nuova barca idrogeno che rispetta l'ambiente e l'ecologia.

 Dotata di un sistema ibrido con celle a combustibile, la barca genera elettricità grazie alla combinazione dell’idrogeno con l’ossigeno presente nell’aria. Grazie a questa tecnologia non inquinerà neppure durante le manovre di entrata e uscita dal porto. Con 150 litri di idrogeno la barca ha un'autonomia di circa 15 giorni di navigazione.

Il varo si è svolto nel porto turistico di Cala de' Medici, a Rosignano, in provincia di Livorno. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Commissariato francese dell'energia atomica e delle energie alternative, l'università Fourier di Grenoble ed il cantiere navale Fora Marine di La Rochelle.

Il natante è stato realizzato dalla Solvicore, frutto della collaborazione nata nel 2006 tra due imprese, Solvay (che spende ogni anno mezzo miliardo di euro in ricerca e sviluppo) e Umicore, per realizzare attività di ricerca e produzione di assemblaggi di membrane ed elettrodi. Ed è proprio la Solvicore ad aver realizzato le pile a combustibile dell’eco-veliero.

L'ideatore del progetto è Pierre Kermen, ingegnere dell'università di Grenoble, e spiega così la nascita di ZeroCo2: "Bisogna pur trovare una strada per il futuro per dare una risposta alle questioni ambientali".

Marco Martinelli, direttore generale di Solvay Italia, dichiara "Seguendo il percorso già intrapreso con il lancio di Solar Impulse, primo aereo alimentato ad energia alternativa che compirà nel 2012 il giro del mondo a energia solare, abbiamo intrapreso la sfida di creare un veliero a emissioni zero, sostituendo il motore diesel con uno elettrico alimentato a idrogeno. Ciò attraverso lo sfruttamento di prodotti polimerici ad alta tecnologia di nostra produzione e le celle a combustibile prodotte invece dalla società Umicore".

La riduzione dell'impatto ambientale non si limita al motore: strumenti di navigazione, riscaldamento e sistema di controllo del motore funzionano grazie all'energia generata da pannelli fotovoltaici. Il costo complessivo del progetto è stato finora di circa due milioni di euro. Ci sono tuttavia dettagli da limare: serve un approvvigionamento regolare che attualmente è garantito solo da alcune imprese; si stanno inoltre cercando finanziamenti per l’ottimizzazione del motore.

Nonostante gli ultimi ostacoli al prototipo seguiranno altre imbarcazioni che potranno presto solcare i mari. Senza inquinare.

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lunedì 29 agosto 2011

TESLA L'AUTO ELETTRICA

ELON MUSK ha solo quarant'anni, ma è uno degli imprenditori più noti al mondo.

E' diventato famoso per aver inventato il sistema di pagamento PayPal nel 1998 che poi ha venduto a E-Bay. Diventato milionario ha deciso di impiegare la sua fortuna al servizio dell'ecologia e della natura creando una azienda che costruisce auto elettriche.
Ma dimenticate i lenti veicoli elettrici di una volta la Tesla Roadster è una bomba con prestazioni incredibili:
velocità massima: oltre i 200 km /h
da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi
autonomia fino a 392 chilometri (del tutto simile a quella delle normali auto a benzina) e la loro ricarica completa, attraverso le apposite colonnine di rifornimento, dura circa tre ore e mezzo.
L'eventuale ricarica attraverso il normale impianto elettrico di casa necessita invece di 10/15 ore.


Insomma un'auto elettrica sportiva a tutti gli effetti ma senza una goccia di benzina, un'auto che guarda all'ecologia e alla natura.

venerdì 26 agosto 2011

ADESIVI FOTOVOLTAICI

Questa è davvero bella e non la voglio perdere. L'articolo è del sito di WIRED, ma è una bella notizia per l'ecologia e la natura.
Eralos3: adesivi fotovoltaici per ricaricare lo smartphone

L’idea di tre giovani siciliani: “Vogliamo rendere energeticamente indipendente l’individuo”. Ci provano con celle fotovoltaiche leggere, sottili e sagomabili

 di Silvio Gulizia




Può un ingegnere di Catania rivoluzionare il mondo? Con una buona idea e tanto coraggio, forse sì.Giuseppe Suriani l’idea l’ha avuta: creare degli adesivi da appiccicare ovunque per ricaricare i dispositivo elettrici mobili sfruttando la luce del sole, attraverso celle fotovoltaiche ultra flessibili, sagomabili, leggere e a basso costo. Che potrebbero piacere molto anche agli stilisti. Per studiare la tecnologia di quelle che sarebbero diventate le “solar writing” è nata poco più di un anno fa Eralos3, premiata a Mind The Bridge 2010 e capace negli scorsi giorni di vincere il Wind Business Factor, concorso ideato da Wind e TheBlogTV per promuovere e sostenere le startup italiane. Suriani è un trentenne ingegnere microelettronico di Catania con esperienze nella progettazione e sviluppo delle energie rinnovabili. Ha avuto l’illuminazione durante un master del Cnr in scienze dei materiali, in cui ha conosciuto quelli che sarebbero diventati i suoi soci, Salvatore Baggiante e Michele Corselli: “Voglio rendere l’individuo energeticamente indipendente”. 


Com’è nata l’idea? 

“Al master studiavamo tematiche legate alle celle fotovoltaiche non tradizionali e che erano ancora a livello di sola ricerca. Abbiamo capito che si potevano fare celle leggere, flessibili e sagomabili. Siamo sempre più legati ai dispositivi mobili come smartphone, tablet o lettori mp3 e questo accresce la nostra richiesta di energia. Con le solar writing non abbiamo più bisogno di una presa di corrente” .

In città come Milano però il cielo è spesso annuvolato. 

“L’energia che si produce dipende da quanto il sole è forte, certo, ma la nostra tecnologia permette un buona resa anche con il cielo coperto. Se a Catania ti servono un paio d’ore per ricaricare lo smartphone, a Milano ce ne vorranno massimo tre. L’energia solare si distribuisce infatti non solo in maniera diretta, ma anche diffusa e riflessa e le solar writing lavorano molto bene anche con queste componenti” .

Quindi posso usarle anche in ufficio? 

“Esattamente, anche se la luce artificiale è molto meno potente e quindi si allungano i tempi di ricarica. In ogni caso, la possibilità di sagomare i pezzi ci consente di offrire un prodotto accattivante anche dal punto di vista estetico” .

Quanto costa una solar writing? 

“Per un pezzo medio di 20x10 centimetri ipotizziamo un prezzo intorno ai 16 dollari” A che punto è il vostro progetto? 
“Abbiamo realizzato i prototipi in laboratorio e li stiamo testando, per mettere a punto la tecnologia. Abbiamo già depositato il brevetto e stiamo discutendo con investitori americani e con un imprenditore italiano per il finanziamento. Ottenuto quello, entro due anni potremmo cominciare la produzione” .

Che farete in Cina immagino. 
“No, noi vorremmo restare in Italia. Magari in Sicilia, per portare occupazione e ricchezza nella nostra terra. E poi vorremmo mettere a disposizione la nostra esperienza per aiutare a innescare un circolo di conoscenza e capitali di rischio in grado di offrire nuovi orizzonti al nostro Paese. È difficile, ma se non si prova non ci si riuscirà mai” .


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Per saperne di più:



giovedì 25 agosto 2011

EOLICO PER BAMBINI

Un bel video per spiegare ai bambini, e anche agli adulti l'ecologia: come viene sfruttato l'eolico. Un bell'esempio di come far capire in modo semplice la tecnologia che sta dietro alle fonti rinnovabili.

mercoledì 24 agosto 2011

BARCA SOLARE

Bella questa barca ibrida elettrica e solare! Soprattutto ecologica per chi ama la natura, il prezzo non è bassissimo dai 10.000 ai 15.000 euro, ma per l'ecologia questo ed altro....



Per maggiori info http://www.gardasolar.com

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lunedì 22 agosto 2011

EOLICO

L'eolico o energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in elettrica. Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione è stata anche la prima fonte energetica rinnovabile usata dall'uomo.

I primi mulini a vento europei pompavano acqua o muovevano le macine per triturare i cereali. In Olanda erano utilizzati per pompare l'acqua dei polder, migliorando notevolmente il drenaggio dopo la costruzione delle dighe. I mulini olandesi erano i più grandi del tempo, divennero e rimasero il simbolo della nazione. Questi mulini erano formati da telai in legno sui quali era fissata la tela che formava, così, delle vele spinte in rotazione dal vento. Nel corso del XIX secolo entrarono in funzione migliaia di mulini a vento sia in Europa, sia in America, soprattutto per scopi di irrigazione. In seguito, con l'invenzione delle macchine a vapore, vennero abbandonati per il costo del carbone, allora a buon mercato. Negli anni settanta l'aumento dei costi energetici ha ridestato l'interesse per le macchine che utilizzano la forza del vento. Così molte nazioni hanno aumentato i fondi per la ricerca e lo sviluppo dell'energia eolica.

Grazie ai recenti sviluppi tecnologici l'energia eolica inizia ad essere economicamente vantaggiosa. Il costo di installazione è relativamente basso, se raffrontato ad altre tecnologie.
tratto da: wikipedia


L'eolico è una fonte rinnovabile non inquinante che rispetta la natura. La tecnologia eolica è matura anche se oggi si scontra con l'ecologia del paesaggio, in molti posti le fattorie eoliche vengono osteggiate perchè minano la bellezza del paesaggio.
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sabato 20 agosto 2011

LA FUSIONE NUCLEARE

La fusione nucleare fredda è da molti anni quasi una chimera, riuscire a produrre energia nucleare senza le scorie nucleari. Una buona notizia per la natura e l'ecologia.
La grande differenza rispetto alla fissione nucleare è che nella fusione nucleare fredda due nuclei di due atomi si uniscono per crearne di più pesanti.
La fusione nucleare ha il grande vantaggio per la natura di non produrre scorie o radiazioni e per l'economia di essere una fonte di energia praticamente illimitata.
In prima linea questa volta sembra essere proprio la ricerca italiana, in particolare dagli esperimenti del fisico Sergio Focardi e dell'imprenditore Andrea Rossi è nato il  primo catalizzatore in cui verrebbe creata la fusione fredda. I due hanno brevettato la loro scoperta, e a fine 2011 dovrebbe partire la prima "centrale nucleare a fusione" del mondo chiamata E-CAT (Energy Catalizer).
Il progetto risale a 20 anni fa ma con componenti molto meno performanti i risultati erano stati molto deludenti. Oggi invece Focardi e Rossi sarebbero riusciti ad ottenere attraverso la fusione nucleare 200 volte più energia di quella immessa per innescare la fusione.





Qualche perplessità sul progetto esiste perché i due italiani non hanno reso noto tutti i particolari del progetto che è ancora in fase di brevetto internazionale e poi perché Rossi in passato è stato implicato in un progetto (con la società Petroldragon) che avrebbe dovuto convertire i rifiuti in petrolio ma che in realtà non è mai andato a buon fine, facendo anche intervenire la magistratura.

Questa volta però il progetto della fusione nucleare di Rossi e Focardi è stato controllato anche da scienziati svedesi che hanno dichiarato di non aver riscontrato nulla che potesse far pensare a frodi.

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mercoledì 17 agosto 2011

LA TERRA CANCELLATA

Secondo il rapporto annuale del Centro di Ricerca sui Consumi del Suolo di INU, Legambiente e del Politecnico di Milano, in Italia, ogni anno occupiamo 500 km quadrati di suolo. Un caso da record è la provincia di Olbia -Tempio cementificata al ritmo di 25 metri quadri per abitante all'anno, sei volte quello già catastrofico della Lombardia.

Ruhrgebiet industrieSi tratta di trovare un equilibrio, difficile, tra lo sviluppo economico e la conservazione del paesaggio naturale. Un caso emblematico è quello della Provincia di Torino, dove la grande multinazionale del mobile Ikea voleva insediare un nuovo centro commerciale. L'azienda voleva edificare su un'area di 160.000 metri quadrati di campi agricoli. La provincia ha proposto di ristrutturare una zona dismessa ma i costi per l'Ikea erano troppo alti per cui ha rinunciato all'insediamento che avrebbe portato 300 nuovi posti di lavoro.
Perché la politica non è riuscita a trovare una mediazione tra il profitto e l'ecologia?

Io sono tra quelli spaventati per la crescita spropositata del fotovoltaico su quelli che una volta erano campi coltivati e spesso mi chiedo perché quei pannelli fotovoltaici non si possano mettere sui tetti immensi delle zone industriali.

L'Italia non ha grandi spazi e quel poco terreno naturale che abbiamo lo stiamo consumando sempre più velocemente, bisogna trovare una sintesi tra esigenze dello sviluppo e esigenze della natura.

Ma come?

venerdì 12 agosto 2011

FUGA RADIOATTIVA DA SOTTOMARINO CINESE

Il ministro degli Esteri sudocoreano ha chiesto spiegazioni sulla presunta fuga radioattiva che si sarebbe verificata venerdì 29 luglio al porto di Dalian, nella Cina settentrionale.
Beijing ha replicato che non è "a conoscenza dell'incidente" e che non si tratta di questioni che ricadono sotto la loro giurisdizione. Le voci sulla presunta fuga di materiale radioattivo sono comparse inizialmente su Boxun.com, sito internet in cinese ma realizzato negli Stati Uniti.
Boxun cita "una fonte militare diretta ed esclusiva" e riporta che l'incidente sarebbe avvenuto nella base navale di Xiapingdao. La notizia è stata diffusa anche dalla stazione televisiva Phoenix Tv, con sede a Hong Kong, ma secondo l'agenzia Agi China la maggior parte delle pagine web che riportavano tale notizia sono state censurate.
La Cina possiede almeno 70 sottomarini, di cui almeno 6 alimentati da energia nucleare. In passato il sito Boxun aveva rivelato sia notizie scomode per il governo di Beijing, sia informazioni rivelatesi infondate.
Il quotidiano sudcoreano Donga Ilbo riporta che il ministero degli Esteri sta cercando risposte attraverso canali diplomatici ma, aggiunge, "un incidente di questo genere non può essere confermato facilmente".

fonte http://it.peacereporter.net/articolo/29860/Cina,+giallo+su+fuga+radioattiva+da+sottomarino

mercoledì 10 agosto 2011

IL PETROLIO ITALIANO

Pubblico l'articolo che Laura Pulici ha scritto su oggiscienza.
L'articolo parla del rischio per l'ecologia di nuove trivellazioni per la ricerca di petrolio nei mari italiani.


Rapporto "Un mare di trivelle" di Legambiente
AMBIENTE – Trentamila chilometri quadrati di mare rischiano la realizzazione di nuove piattaforme petrolifere. L’allarme è lanciato da Legambiente che nel recente rapporto “Un mare di trivelle” ha fotografato la situazione della trivellazione marina nel nostro Paese.
A guidare l’assalto sarebbero soprattutto le compagnie petrolifere straniere, attirate dalle condizioni molto vantaggiose per la ricerca e l’estrazione del petrolio.  Al 31 maggio 2011 l’Italia ha rilasciato 117 permessi di ricerca di idrocarburi: 92 in terraferma e 25 in mare. Nuove trivelle che potrebbero, quindi, aggiungersi alle 9 piattaforme attuali. E il numero potrebbe aumentare ulteriormente: ci sono infatti 39 nuove richieste di ricerca al vaglio.
Varrebbe la pena chiedersi se ci sia una convenienza economica nell’investire nella ricerca del petrolio nei mari italiani. Secondo i dati dell’Opec, l’Italia detiene meno dell’0,1% delle riserve mondiali di oro nero. Le stime del ministero dello Sviluppo economico parlano di 187 milioni di tonnellate che, al tasso di consumo del 2010 pari a 73,2 milioni di tonnellate l’anno, sarebbero sufficienti per soli 30 mesi.

Inoltre Legambiente esprime la propria preoccupazione per un disegno di legge in discussione in Parlamento per l’adozione di un Testo Unico sulla ricerca e la coltivazione degli idrocarburi. Un provvedimento che prevede la semplificazione dell’iter autorizzativo, escludendo motivazioni di carattere ambientale.
Cercare il petrolio nei nostri mari sembra essere molto conveniente per le compagnie straniere sia per le condizioni fiscali vantaggiose, sia per la legislazione favorevole, come hanno sottolineato le analisi della Northern Petroleum Plc e della Cygam Energy Inc. Poco importa se un incidente nel Mediterraneo, un mare chiuso, avrebbe conseguenze drammatiche. A poco più di un anno di distanza dal disastro della marea nera nel Golfo del Messico, i danni ambientali prodotti dalla fuoriuscita di greggio sembrano un lontano ricordo.
Confronto disastri petroliferi

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lunedì 8 agosto 2011

FUSIONE NULEARE

La fusione nucleare fredda è da molti anni quasi una chimera, riuscire a produrre energia nucleare senza le scorie nucleari. Una buona notizia per la natura e l'ecologia.
La grande differenza rispetto alla fissione nucleare è che nella fusione nucleare fredda due nuclei di due atomi si uniscono per crearne di più pesanti.
La fusione nucleare ha il grande vantaggio per la natura di non produrre scorie o radiazioni e per l'economia di essere una fonte di energia praticamente illimitata.
In prima linea questa volta sembra essere proprio la ricerca italiana, in particolare dagli esperimenti del fisico Sergio Focardi e dell'imprenditore Andrea Rossi è nato il  primo catalizzatore in cui verrebbe creata la fusione fredda. I due hanno brevettato la loro scoperta, e a fine 2011 dovrebbe partire la prima "centrale nucleare a fusione" del mondo chiamata E-CAT (Energy Catalizer).
Il progetto risale a 20 anni fa ma con componenti molto meno performanti i risultati erano stati molto deludenti. Oggi invece Focardi e Rossi sarebbero riusciti ad ottenere attraverso la fusione nucleare 200 volte più energia di quella immessa per innescare la fusione.





Qualche perplessità sul progetto esiste perché i due italiani non hanno reso noto tutti i particolari del progetto che è ancora in fase di brevetto internazionale e poi perché Rossi in passato è stato implicato in un progetto (con la società Petroldragon) che avrebbe dovuto convertire i rifiuti in petrolio ma che in realtà non è mai andato a buon fine, facendo anche intervenire la magistratura.

Questa volta però il progetto della fusione nucleare di Rossi e Focardi è stato controllato anche da scienziati svedesi che hanno dichiarato di non aver riscontrato nulla che potesse far pensare a frodi.

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